19/8/2007 (10:56) - MINELLI CI RIPROVA
Liza , quando la vita
è soltanto "Cabaret"
Liza Minelli
Il nuovo tour della star dopo un lungo periodo di crisi. Quattro matrimoni falliti, l’ombra della madre Judy Garland e l’alcolismo
MARINELLA VENEGONI
INVIATA A MONTECARLO
Da anni Liza Minnelli aveva lasciato le cronache artistiche per rimanere confinata in un gossip decadente: 4 matrimoni andati a male, il vizietto di accompagnarsi a mariti che alla fine sembravano sempre preferire il suo conto in banca o, peggio, il suo pianista; la dipendenza dall’alcol e dai farmaci, costumi che sempre evocano la sfortunata esistenza della madre Judy Garland; i conseguenti - ripetuti quanto inutili, viste le innumeri ricadute - ricoveri in cliniche di lusso. Si aggiunga una seconda conseguenza dell’alcol, la panza, che funesta da tempo quello che fu un fisichino smilzo, scattante e chic amato dai cinefili e dalla gente chic in tutto il mondo ai tempi di Cabaret, 35 anni fa.

Ecco. Fuori dal gossip, il premio Oscar 1973 Liza Minnelli ancora e sempre campa di due temi da film, Cabaret appunto, e New York New York che ha invece 30 anni, dal film di Scorsese che fu un forno ma lanciò una delle più belle canzoni della storia popolare americana, ripresa e resa immortale dal vecchio Sinatra, ma cantata prima di tutti da lei. Liza avrà interpretato i due brani dal vivo tremila volte: e non è una iperbole.

Quale sorpresa, dunque, affacciarsi un po’ timorosi del déjà-vu a un concerto della malinconica diva e trovarla invece un po’ diversa, più accesa, meno patetica, nuovamente memore del proprio talento, e decisa a rispolverarlo, seppure a tratti, e in pillole, e un po’ col fiatone, sulle tavole di un palcoscenico inondato di rose come ai tempi che furono. Cose che possono succedere solo allo Sporting Club di Montecarlo. Venerdì e ieri due serate colme di eccitazione: occupati tutti i mille posti a tavola della celebre sala di Avenue Princesse Grace, il soffitto sempre pronto ad aprirsi per lasciar vedere le stelle. C’erano idraulici di Bergamo, commercialisti toscani, eccitate bellezze russe conciate che paiono chissà perché già pronte per l’alcova; ma pure moltissimi americani con lo yacht parcheggiato sotto, e per loro Liza suona un po’ come la bandiera a stelle e strisce, un marchio di quella tristezza mista a nostalgia che sempre una lunga fama si porta dietro.

Minnelli è in tour europeo, lunedì l’unico concerto italiano al Teatro Greco di Taormina già gonfio di prenotazioni. Ma invece di rifare se stessa per l’ennesima volta, ora ha avuto un’idea di spettacolo, e come spesso le è successo quell’idea affonda nei suoi ricordi; vorrebbe pure farla diventare un disco. Il concerto s’intitola The Godmother and the Goddaughter, la madrina e la figlioccia, e contiene un tributo appunto alla sua madrina Kay Thompson, leggendaria vocalist che fece da coach alle voci di Judy Garland e a Frank Sinatra, e che in maturità si trasformò in autrice di successo di racconti per bambini, con la serie Eloise, ispirandosi proprio alla piccola Liza.

Scorrono nella parte centrale dello show elaborati pezzi swing Anni 50, che Liza interpreta con frizzante energia insieme con quattro boys: come Barbra Streisand, per corroborarsi ha scelto iniezioni di gioventù maschile, almeno in scena. Cerca di danzare con verve, appoggiandosi a loro; con coraggio, torna a sfoderare due gambette snelle e scattanti sotto terrificanti pantaloni di lamè nero trasparente: la parte superiore è prudentemente coperta di un camicione ampio. E’ come ritrovare una vecchia amica sulla strada di una più serena terza età. Liza ha compiuto 62 anni o forse più, e ci riprova. Il tradizionale caschetto si è accorciato, si fascia la fronte di mille bandane, racconta e racconta, come ogni zia che si rispetti: della madrina Kay, o di quella volta che sua madre piangeva e non avendo un fazzoletto si asciugava il naso con un puff per la cipria che lei ha conservato. Ringrazia Judy Garland per averle dato il dono dell’autostima, e ci si chiede se ne abbia davvero abbastanza. I dodici elementi dell’orchestra marciano di buona lena, e rinserrano le file quando tocca a Cabaret e a New York New York: bisogna farle durare altri 35 anni. Successone.
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