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16/3/2010 (7:26) - I RIMEDI NATURALI - PRO E CONTRO
Mirtilli e cacao. Più belle senza lifting
Promosse le qualità benefiche dei mirtilli
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Una via "verde" anche per i cosmetici
CLAUDIA FERRERO
TORINO
Schiacciate una manciata di mirtilli freschi. Spalmatevi l’impiastro sul viso e aspettate mezz’ora. A parte l’effetto «blu navi» stile Avatar siete sicuri che alla fine la maschera casalinga sia utile alla pelle? E cospargersi di rosmarino renderà davvero più tonici?

La questione è seria. Perché naturale è bello, ma questo non vuol dire che non possano esserci effetti indesiderati. Oppure, se questi mancano, quanto funziona l’arte dei rimedi di bellezza fai da te, con buona pace dei consigli della nonna?

A farsi la domanda è stato un gruppo di biomedici e divulgatori scientifici - Elisa Frisaldi, Valentina Murelli e Donato Ramani -, che si è preso la briga di passare in rassegna i meccanismi d’azione scientificamente provati dei «magnifici dieci» ovvero le piante i cui principi attivi sono più presenti in creme e lozioni. Un manuale ragionato, tanto più che oggi è proprio «l’industria cosmetica a seguire il trend verde spingendo su prodotti a base di estratti naturali», scrivono sul libro «Naturale è bello» curato da Doriana Rodino (Sironi Editore).

Intanto, sciogliamo le riserve sul mirtillo: sì, la maschera di cui sopra attenua gli arrossamenti della pelle. E applicare strati di foglie di rosmarino combatte eczemi e irritazioni. Parlano studi scientifici. Ma prendiamo il tè verde che, si sa, è una miniera di polifenoli dal potere antiossidante. Riduce l’effetto di eritemi e scottature solari, è antinfiammatorio. Questo però in vitro. «E’ possibile che una bustina umida aiuti a migliorare un paio di occhi gonfi, ma è solo un piccolo aiuto generico», si legge. Quanto al suo effetto bruciagrassi, meglio non illudersi troppo. Funziona con uno stile di vita sano: «Strafogarsi di salse e patatine fritte e sperare di stare in forma con una tazza di tè verde è un’illusione». E poi, per avere vantaggi, di tazze bisognerebbe berne almeno cinque al giorno. In pratica, notano gli autori, la maggioranza degli studi si riferisce a culture cellulari o a modelli animali, mentre mancano studi clinici condotti sull’uomo.

Meraviglioso e a basso costo è l’aceto. «Dona alla pelle lucentezza, ma fuggevole e illusoria. Se usato troppo spesso, al contrario, fa aumentare le piccole rughe». Insomma, se state per ricevere ospiti e vi sentite un po’ sciupati, «non immergete la faccia nell’insalatiera. Il risultato potrebbe non essere all’altezza delle aspettative».

La cantautrice rapper Fergie è una paladina della regola dell’aceto: ne beve un sorso prima di ogni pasto per spegnere l’appetito. Ha ragione? Pare proprio di sì. «Riesce ad abbassare la glicemia, il glucosio nel sangue che si alza dopo aver mangiato e aumenta la sensazione di sazietà». Un risultato confermato da diversi studi: se l’aceto viene consumato nel primo pasto, riduce il carico di calorie ingerite durante la giornata. Certo l’aceto a colazione non è il massimo, ma l’effetto sazietà ha trovato ampie dimostrazioni. Quanto alla capacità di sopprimere l’accumulo di grassi corporei, è vero, ma si tratta di esperimenti di laboratorio. «Il reale effetto sulla ciccia è tutto da dimostrare. Quindi, non attaccatevi alla bottiglia dell’aceto».

Un portento anche il cacao. Già Mozart, nel «Così fan tutte», metteva in musica le frustrazioni dei poveri tagliati fuori dal rito della cioccolata. Che oggi si spalma pure sul corpo. Ma prima di sciogliere i cioccolatini nella vasca da bagno, gli autori richiamano all’attenzione: nessun risultato miracoloso o terapeutico. Non c’è certezza, per fortuna, nemmeno per il vecchio mito che il cioccolato faccia venire i brufoli. «E’ una leggenda metropolitana» e «10-20 grammi di cioccolato al giorno sono sufficienti per godere dei suoi positivi effetti».

Promossi senza riserve l’avocado (straordinaria miscela di acidi grassi); l’aloe (lenitivo, cicatrizzante); gli oli essenziali agli agrumi (fanno un gran bene ai doloretti articolari). Auguratevi anche una pelle di papaya: polpa più lievito di birra contro impurità e punti neri. Ma soprattutto, mangiatene a volontà.
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