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22/7/2008 (7:22) - LA STORIA
La donna che si vede orrenda
Danielle a 13 anni scorge rughe e calvizie inesistenti
Una malattia fa mentire lo specchio: alta e bella si crede un mostro
RAFFAELLA SILIPO
Ogni donna, persino la più bella, sa cosa significano «quelle giornate». Mattine in cui lo specchio diventa il Nemico: i capelli sembrano impazziti, ecco una rughetta che prima non esisteva, i jeans tirano in vita. Poi ci si mette un maglione largo e via, si esce lo stesso. Il giorno dopo è passata. Per Danielle Nulty, 26 anni, di Stafford, l’incubo invece non passa mai. Bionda, pelle di velluto e fisico mozzafiato, Danielle non ha nulla che non va. Eppure, guardandosi allo specchio, vede riflesso un mostro. Rughe profonde e zampe di galline le segnano il volto facendola somigliare «alla strega di Biancaneve», almeno è questo il paragone che lei usa sulle pagine del «Daily Mail». Solo dopo undici anni di sofferenze e pensieri suicidi, le è stato diagnosticato il disturbo di dismorfismo corporeo o dismorfofobia. Ora è in cura con antidepressivi, non è guarita ma riesce ad avere una vita normale: «Finalmente - dice - ho imparato ad accettarmi per quella che sono».

I primi segni della malattia si presentano quando Danielle ha 13 anni. «Ho vissuto un'infanzia felice e serena - racconta - ma con la pubertà sono iniziati i guai». E fin qui niente di strano, l’adolescenza è il momento in cui tutti faticano ad accettare il proprio aspetto, scrutano i propri lineamenti allo specchio e si sentono orribilmente inadeguati ad affrontate il mondo. Fior di attrici e fotomodelle ricordano come un incubo i loro 13 anni: «Ero troppo alta e magra, sembravo un cavallo», ricordava Alessia Marcuzzi. «Avevo un seno così ingombrante e sembravo più vecchia della mia età», confessava Sabrina Ferilli, mentre Eva Longoria, cresciuta tra sorelle bionde con gli occhi azzurri, odiava i suoi colori latini: «Ero la brutta di casa, non mi sono mai sentita sexy». E Nancy Brilli è dovuta arrivare a quarant’anni per sentirsi serena dentro il suo corpo: «Di questo passo a ottant’anni sarò finalmente una strafiga».

Danielle però esagera: «Mi guardavo allo specchio e vedevo il volto di una vecchia donna, con rughe dappertutto, persino attorno alle labbra». A 15 anni si convince di aver perso i capelli: «Vedevo ovunque chiazze di calvizie e non mi pettinavo più per paura di perdere i pochi rimasti» mentre i suoi occhi le appaiono piccolissimi, microscopici, inguardabili. A 16 anni smette di socializzare, intimidita dal suo aspetto: «Non uscivo più se non era assolutamente necessario, mi ero convinta che la gente mi fissasse per le mie deformità». E non a caso, ottenuto il diploma, si iscrive a un corso per estetista. «Ero ossessionata dal trucco, mi sembrava potesse essere il mio unico alleato per mascherare un corpo e un viso mostruosi. Invece probabilmente quegli studi hanno aggravato la mia patologia, perché passavo il tempo ad occuparmi del mio aspetto. Mi ripetevo: perché la gente dovrebbe venire a chiedere consigli di bellezza a un mostro come me?»

Nel 2006, finalmente, alla tv guarda un documentario su persone con il suo stesso male. «Gente normalissima - ricorda - addirittura, in alcuni casi, attraente, ma convinta di avere un aspetto mostruoso. Ho pensato: “Sembrano me, provano quel che io stessa sento"». Così è giunta la diagnosi e la cura. «Dovrò convivere tutta la vita con questo disturbo - riconosce - ma quanto meno ho imparato a tenerlo sotto controllo». E anche la sua vita sembra ormai essere tornata a una normalità apparente. Danielle oggi lavora e vive con il suo fidanzato Carl: «Il fatto che mi abbia presa in considerazione all’inizio mi sembrava impossibile».

Il medico che ha in cura Danielle, il dottor Adrian Lord, dice che la patologia è sempre più diffusa, «forse per reazione all’enfasi che la nostra società dà all’immagine esteriore». Una persona su 50 (uomini e donne in egual misura), ne soffre in modo più o meno grave: c’è chi reagisce con diete eccessive (anoressia e bulimia sono patologie in qualche modo collegate), chi si chiude in casa, chi si tormenta la pelle fino a ferirsi. Il potere terribile dell’immagine: non è mica un caso se Danielle si paragona alla strega di Biancaneve. Una bellissima Regina, rovinata dal suo Specchio magico.

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