18/7/2008 (7:12)
- LA STORIA
Battaglia Smeralda
contro veline e tronisti
Billionaire addio, trionfa la
nostalgia per vip veri e intellettuali
MARIA CORBI
PORTO ROTONDO
Che sia il caso di chiamare «Chi l’ha visto?» per rintracciare il popolo di tronisti e veline che ha popolato in questi ultimi anni la Costa Smeralda? Nessuna traccia di loro nemmeno al Billionaire, il locale di riferimento del vippismo che compie 10 anni. E non convince la spiegazione del padrone di casa, il neomarito Flavio: «Abbiamo invitato solo gli amici». Chissà che allora, gli altri, gli esclusi, non siano considerati «nemici». Non da lui, certo. Ma da molti altri certamente sì. Perché è proprio su questo turismo «televisivo» e su quello trainato dagli scandali di stagione (furbettopoli, Vallettopoli, intercettopoli) che da qualche tempo si è scatenata una guerra silenziosa. Strategie per allontanare gli invasori molto vistosi e poco danarosi.
Con i soci fondatori del Consorzio creato dall’Aga Khan a tessere le trame per la cacciata e con il nuovo proprietario, il miliardario Tom Barrack, che sembrava indifferente a questa richiesta di «ritorno al passato», secondo l’unica legge che guida un businessman: il profitto. Ma poi l’immagine delle estati smeralde con Lele Mora che si fa massaggiare i piedi hanno fatto il giro del mondo. E allora anche lui ha capito che occorreva assecondare i soci del consorzio (3600 condomini vip) e la loro nostalgia per le estati di un tempo. In mezzo a tutto questo una lotta di prestigio tra il vecchio «re» ismailita, che mantiene la sua corte nonostante non abbia più il controllo della Costa, e il nuovo re «texano», deciso a imporre le sue regole e a crearsi i suoi fedelissimi, E così, esattamente un anno fa, si consumò la prima battaglia per il controllo del Consorzio Costa Smeralda.
Con Barrack vincitore: a lui tutti i 5 posti nel consiglio. Nuovo confronto due giorni fa al Centro congressi di Porto Cervo, con all’ordine del giorno la prima modifica allo statuto dopo 46 anni, per la rimodulazione dei diritti dei soci fondatori nel Consorzio, tra cui l'Aga Khan. «Vogliamo rendere il Consorzio più democratico - fanno sapere dal gruppo Colony -. E’ bene che vi sia parità di diritti per tutti, compresi i gruppi maggiori». Ma c’è anche chi legge questa «democratizzazione» in un ridimensionamento del ruolo dell’Aga Khan e della sua influenza. «Nessuna intenzione di limitare il potere dell’Aga Khan - assicurano alla Colony -. Tutti i soci fondatori, quindi soprattutto Colony, vedranno ridimensionare il proprio peso all’interno del Consorzio». Liti condominiali che hanno sullo sfondo anche un progetto di sviluppo immobiliare, con l’ampiamento dei cinque alberghi posseduti dalla Colony di Barrack.
Progetto che ha ricevuto l’approvazione della Regione e che attende solo quella del Comune. Un «sì» che sembra scontato, dopo che la Colony ha dato a Gianni Letta la disponibilità dei suoi resort per il G8 del luglio 2009. Con la Costa Smeralda che diventerebbe così una «dépendance» fondamentale per la sistemazione delle delegazioni dei Paesi ospiti. Oltre a un porto d’attracco per navi-hotel, anche solo di rappresentanza, di chi non vuole perdere l’occasione per esserci accanto ai grandi, come il nuovo frequentatore di questi luoghi: è l’armatore Fabrizio Politi, chiamato il «nuovo Briatore» (il suo Politi Navi è tra i primi cinque cantieri italiani per dimensione e fatturato): «Sarò qui con il mio 72 metri». Ed è anche per questo, per presentarsi al meglio all'appuntamento del 2009, probabilmente, che Barrack ha deciso di accelerare il cambiamento, tentando di far ritornare in questo specchio di mare il clima di un tempo, più aristocratico e meno modaiolo.
E così ecco arrivare nella nuova «Promenade du port» (finanziata dalla famiglia Orlandi-Gandini) la mostra del pittore Rotella e i cinque finalisti del Campiello, mentre nella piazzetta degli Archi si accomodano gli scrittori dei best-seller. Al Porto Vecchio la Limón Dance Company di New York. voluta dal presidente del Consorzio, l’avvocato Renzo Persico. Solo 400 biglietti venduti su 2 mila posti disponibili. «Occorre del tempo per abituare di nuovo gli ospiti della Costa a intrattenimenti “alti”», fa notare qualcuno. Senza considerare che, se le truppe di tronisti sembrano decise a cambiare aria (dirette in Versilia), c’è un altro turismo più interessato allo shopping che alla cultura che ha messo radici salde: i russi. Sono i nuovi ingombranti, ma danarosi signori della Costa con le barche da 70 metri e i portafogli gonfi di euro per saccheggiare le boutique.
Per loro i grandi alberghi, dal Cervo al Cala di Volpe, hanno messo a disposizione riviste in cirillico e, per loro, nella selezione del personale si preferisce chi conosce il russo. Il balletto può attendere ancora di fronte a tanta potenza di spesa, anche duemila euro a notte per una stanza affacciata sulla Cala di Volpe. Ma non importa, il Consorzio sembra aver intrapreso una direzione chiara: «Internazionalità e forte legame con l’eccellenza del territorio», spiega Renzo Persico. «E’ questo binomio il motore della crescita. Il resto sono chiacchiere». La battaglia Smeralda è solo all’inizio. Il principe L’idea di far nascere la Costa Smeralda cominciò a prendere forma alla fine degli Anni 50, quando un gruppo di industriali e finanzieri decise di acquistare oltre tremila ettari di terreni sul mare. Su questi terreni cominciarono a sorgere alberghi, dando vita a una grande espansione urbanistica. Il Consorzio Costa Smeralda è nato nel 1962 su iniziativa di Karim Aga Khan. I confini La Costa Smeralda è compresa completamente nel territorio comunale di Arzachena e forma una penisola che si estende dall’omonimo golfo a quello di Cugnana. I centri principali Sono Porto Cervo, Poltu Quatu, Liscia di Vacca, Capriccioli, Cala Volpe. Palau e Porto Rotondo vengono ad essa associati, per la vicinanza e lo stesso tipo di villeggiatura. La costa E’ lunga 88 chilometri, con molte insenature, lunghe spiagge sabbiose, promontori e isole.