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21/3/2010 (8:2) - INCHIESTA SULLA SANITÀ, SI DIMETTE IL SEGRETARIO ORGANIZZATIVO REGIONALE
Puglia, lascia il candidato Pd indagato
Michele Mazzarano
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Mazzarano accusato da Tarantini:
«Sono innocente, ma ho deciso
di ritirarmi per salvare il partito»
GUIDO RUOTOLO
INVIATO A BARI
Michele Mazzarano, indagato dalla Procura di Bari per le dichiarazioni dell’imprenditore Gianpi Tarantini («Sandro Frisullo e Michele Mazzarano erano i due politici a libro paga...»), ha deciso «con grande sofferenza» - dopo che i giornali avevano rivelato che era lui il secondo politico chiamato in causa da Tarantini - di dimettersi da segretario organizzativo del Pd e di ritirarsi dalla competizione elettorale, candidato alle Regionali nella lista di Taranto.

«Nego nel modo più fermo e risoluto - dice l’esponente politico - di essere stato mai destinatario di tangenti da parte di chicchessia, e in particolare dal Tarantini, e sono convinto che la magistratura vaglierà con le dovute cautele le suddette eventuali dichiarazioni. Chiedo a chi ha sostenuto la mia candidatura di capire e condividere le motivazioni politiche della mia scelta. Con questa decisione non intendo tanto salvaguardare la mia persona, estranea a qualsivoglia sistema tangentizio, quanto contribuire a mantenere indenne da ogni sospetto e da ogni accusa il mio partito e l'intero centrosinistra».

Che sofferenza. E’ tramortito il Pd pugliese. Se potesse gridare ai quattro venti che è vittima di una «tempistica» giudiziaria sospetta, lo farebbe. Ma si immola, per il momento, nello stoicissimo «rispetto della magistratura». Ha provato a sollevare dubbi Nicola Latorre, quando hanno arrestato tre giorni fa l’ex numero due della Giunta Vendola, Sandro Frisullo. Ed è stato respinto con perdite, criticato per le sue obiezioni. Il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, si sfoga: «Frisullo è in carcere per le accuse di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore di cui è noto il sodalizio costante con Silvio Berlusconi...». Come dire che le sue accuse sono sospette. E sulla sua innocenza scommettono i suoi legali. In carcere, Sandro Frisullo (domani mattina è fissato il suo interrogatorio di garanzia) ha negato di aver preso lo «stipendio» da Tarantini. E anche uno degli avvocati ed esponente di punta del Pd barese, Gianni Di Cagno (che difende Mazzarano) si chiede con grandi perplessità le ragioni per le quali è stato arrestato Frisullo, che da nove mesi si è dimesso dalla Giunta Vendola. Che non può reiterare il reato (Tarantini da sei mesi è ai domiciliari). E che a lui come a qualunque cittadino non si può impedire di avere opinioni politiche.

Sul fronte giudiziario, si apprende che Michele Mazzarano potrebbe essere indagato nell’ambito dell’inchiesta su sanità e finanziamento illecito dei partiti. Alla fine del luglio scorso, il pm Desiré Digirolamo mandò i carabinieri nelle sedi di Pd, Rifondazione, Socialisti autonomisti, Lista Emiliano e Sinistra e libertà per acquisire i bilanci dal 2005 in poi. Mazzarano è stato segretario regionale dei Ds e poi numero due del Pd. Nei brogliacci delle intercettazioni telefoniche del fascicolo Frisullo, compaiono un paio di telefonate tra Tarantini e Mazzarano, alla fine del luglio del 2008: «Tarantini riferisce a Marzocca (Domenico, imprenditore, ndr) di essere già stato contattato da una persona che voleva incontrarlo. Marzocca chiede a Tarantini di fissare un appuntamento per l’indomani».

Non scambiare cortesia con asservimento. Lo precisa Guido Scoditti, direttore generale dell’Asl di Lecce coinvolto nell’inchiesta barese sulla sanità in merito alle intercettazioni di telefonate tra lui e Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Regione Puglia arrestato nell’ambito della stessa inchiesta. «In merito alle notizie di stampa che vedrebbero il sottoscritto in atteggiamento di totale riverenza, gratitudine e disponibilità nei confronti dell’ex vicepresidente della Regione Puglia, presumibilmente finalizzato a favorire qualcuno e collegando questo a episodi irregolari di forniture sanitarie nell’ambito della Asl di Lecce, è doveroso precisare che le intercettazioni riguardano determinazioni» dello stesso Scoditti «completamente di segno opposto ai desiderata del vicepresidente».
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