18/3/2010 (20:0)
- IL CASO
Rai, istruttoria Agcom su Innocenzi
E il Csm frena sugli ispettori a Trani
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| Il premier Silvio Berlusconi
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L'organo di autogoverno delle toghe:
niente indagine, solo una risoluzione.
Mancino: «Ora basta eccessi verbali».
E il caso Masi approva al Cda della Rai
ROMA
Il Csm non ascolterà gli ispettori inviati dal ministro della Giustizia a Trani, nè i magistrati di quella procura e tantomeno acquisirà il mandato che Angelino Alfano aveva affidato ai suoi 007. Perchè non ci sarà nessuna istruttoria sul caso, ma solo una risoluzione di carattere generale - che potrebbe arrivare già nella prossima settimana - per ribadire i confini tra i poteri degli ispettori e la tutela del segreto investigativo.
La svolta del Csm
È questa la strada che ha scelto la Sesta Commissione di Palazzo dei marescialli a cui è stata affidata la spinosa pratica chiesta dalla maggioranza dei consiglieri e che ha portato allo scontro aperto con il ministro della Giustizia e con il premier. Una strada quasi obbligata dopo l’intervento fatto ieri dal capo dello Stato, che nel ribadire che gli ispettori « non devono interferire nelle indagini» ha anche ricordato che il Csm può solo «prendere in esame le relazioni conclusive degli ispettori e non pronunciarsi preventivamente sullo svolgimento di dette inchieste».
Il monito di Mancino
Il Pdl apprezza la scelta («il Csm è rientrato, sia pur di malavoglia, entro i limiti della Costituzione» osserva Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl) ma la polemica resta con un Csm «troppo politicizzato» e «antiberlusconiano», come sostiene il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. Da Milano ,invece, dove partecipa alla commemorazione di Guido Galli, ucciso da Prima Linea, il vice presidente del Csm Nicola Mancino dice di non condividere le critiche del premier ai magistrati di Trani e punta l’indice sulla «violenza» ,che rende «impossibile» il dialogo costruttivo tra istituzioni, e sugli «eccessi verbali», che provengono «sempre dalla stessa parte» e che gettano «discredito» sui magistrati; e avverte «anche lo scontro verbale può creare fenomeni di terrorismo».
Fronte Agcom
Intanto è sempre bufera su Masi e Innocenzi, coinvolti nell'inchiesta di Trani con Berlusconi. L'Agcom ha aperto un'istruttoria interna per il contenuto delle intercettazioni pubblicate dai giornali che coinvolgerebbero il commissario Innocenzi. E' il primo passo dell’Authority dopo lo scossone dell’inchiesta sulle presunte pressioni del premier contro Annozero, nella quale Innocenzi è indagato con ipotesi di favoreggiamento. E che colpisce anche la Rai, con il Dg Mauro Masi intercettato con affermazioni su Paolo Ruffini e finito nella bufera dopo la richiesta di dimissioni avanzata da due consiglieri di minoranza. Oggi, in Consiglio, è stato lo stesso Presidente Calabrò a svolgere la relazione sulla delibera che prevedeva di investire il Comitato etico per il contenuto delle intercettazioni che riguarderebbero Innocenzi.
Tensioni a Viale Mazzini, Masi nel mirino
In Rai intanto si lavora sulla possibilità di un’indagine interna, per la quale il Consiglio, che deve discuterne e potrebbe decidere il 24, si avvale dell’Internal Audit presieduto da Marco Zuppi. Sarebbe un inedito, mai l’indagine ha coinvolto un direttore generale, che anzi normalmente guida il lavoro di istruttoria con il supporto della struttura audit, come successe con l’ex direttore di Rai fiction, Agostino Saccà all’epoca dell’inchiesta di Napoli su vallettopoli. In questo caso la questione sarebbe nelle mani del presidente Garimberti, ed è comunque tutta da definire. Certo, al prossimo Cda, restano i punti all’ordine del giorno della riunione di ieri poi sospesa: chiusura su stop talk show dopo il nulla di fatto in Vigilanza per rivedere il regolamento; coinvolgimento del direttore del Minzolini nell’inchiesta di Trani e movimenti interni al Tg1; incarico per Paolo Ruffini. Le novità saranno nelle comunicazioni del Presidente, che potrebbe lanciare l’ipotesi dell’audit, e in quelle del Dg, che dirà la sua riguardo le intercettazioni che lo vedono coinvolto. Poi il dibattito, con un Cda che si annuncia spaccato: i consiglieri Nino Rizzo Nervo e Van Straten hanno annunciato ieri di voler formalizzare la richiesta di dimissioni, De Laurentiis chiederà comunque un chiarimento sulla posizione del Dg. Mentre la maggioranza del Consiglio farà quadrato intorno a Masi, e si mostrerà probabilmente scettica sull’audit interno: «Allo stato - dice il consigliere Antonio Verro - non vedo i presupposti, se emergono altri elementi valuteremo».