14/3/2010 (12:50)
- LO SCONTRO
Berlusconi: "C'è un'aria avvelenata"
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Il premier alla festa di compleanno
di Don Verzè: "Giornata bellissima".
Ma emergono nuove intercettazioni
da Trani. "Basta con Di Pietro in tv".
L'ex pm: "Visto? Il premier mi teme"
ROMA
Un «concerto» di interventi che porti alla «chiusura» di "Annozero". Sono le ultime intercettazioni emerse dall'inchiesta di Trani e pubblicate oggi da alcuni giornali. Si tratta di stralci di conversazioni tra il premier Berlusconi e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi, intercettate nell’abito dell’inchiesta.
Nelle telefonate il presidente del Consiglio dice senza mezzi termini: «Non voglio più vedere Di Pietro in tv». Parole che provocano l’immediata reazione del leader Idv: «Berlusconi mi teme», e del suo compagno di partito Luigi De Magistris che chiede le dimissioni dei vertici Agcom. Un clima, quello determinato dall’inchiesta, che Berlusconi bolla come carico di veleni: «Oggi è una bellissima giornata anche per me perché sembra che siamo lontani dall’atmosfera avvelenata in cui siamo stati costretti a stare soprattutto negli ultimi giorni», dice il presidente del Consiglio intervenendo alle celebrazioni per i 90 anni di don Luigi Verzè, questa mattina all’ospedale San Raffaele di Milano.
«Qui abbiamo sentito solo parole positive - ha aggiunto il premier - e buoni sentimenti». Anche perché «don Verzè mi confessa e mi dà l’assoluzione senza che io dica niente, perché mi conosce» e perchè «con lui abbiamo trovato la definizione di cosa sia il peccato per un cattolico: è fare del male agli altri, se si fa del bene agli altri si è lontanissimi dal peccato». Parole che non convincono Antonio Di Pietro, che dopo aver letto le conversazioni intercettate del premier ne fa quasi un merito: «Io personalmente sono uno dei bersagli del presidente del Consiglio che vede in me e nell’Idv una spina nel fianco che fa sapere agli italiani chi che pasta è fatto veramente». Dall’inchiesta della Procura di Trani sul caso Rai-Agcom emerge infatti «un attentato politico alla democrazia, grosso come una casa, perché il presidente del Consiglio non solo non vuol farsi criticare o non vuol far sentire la voce dell’opposizione ma si attiva affinché venga zittita».
Fa eco a Di Pietro l’europarlamentare dell’Idv Luigi De Magistris: «Dopo le intercettazioni pubblicate dai giornali ritengo che i vertici della Agcom si debbano dimettere. Non solo Innocenzi ma secondo me tutti: anche Calabrò e tutti gli altri. Gli organi di garanzia o sono seri o non hanno ragione di esistere». Quanto all’invio degli ispettori alla procura di Trani disposto del Guardasigilli Angelino Alfano, De Magistris è durissimo: «Ormai prende ordini dal suo "capo". Quella di Alfano è solo una indecente intimidazione istituzionale; una indebita interferenza del potere esecutivo nei confronti dell’autonomia della magistratura. Il Ministro della giustizia che entra a gamba tesa in una indagine in cui è coinvolto il presidente del Consiglio che lo ha nominato e dal quale prende ordini».