4/7/2009 (14:11) - PD
"Con Franceschini a due condizioni"
Franceschini e Rutelli
Rutelli: «Programma compatibile
e tutte le responsabilità condivise»
ROMA
L’avvio del dibattito congressuale del Pd non piace a Francesco Rutelli, l’ex leader della Margherita parla alla chiusura del convegno dei Liberi democraticì e dice: «Mi preoccupa la natura del congresso che si è aperto». Non mi piace un congresso che troppi vivono come un regolamento di conti iniziato un quarto di secolo fa. Non per questo abbiamo fondato il Pd, ma per un nuovo inizio«. Rutelli critica anche il meccanismo congressuale, a suo giudizio troppo lungo e inadatto a gestire una competizione aperta tra più candidati: »Lo schema organizzativo fu approvato per riconfermare il segretario in carica un anno dopo le elezioni politiche. Non si adatta a un contesto competitivo molto forte«.

Il rischio è quello di uno scontro congressuale che si protrae fino alla primavera del 2010, per via delle assise regionali, e che impedisce al partito di presentarsi unito di fronte al centrodestra».Francesco Rutelli non nasconde le sue perplessità e preoccupazioni su come si svolgerà la fase congressuale che terminerà con le primarie. L’ex segretario della Margherita, critica le regole che disciplinano il congresso e che gli attribuiscono una «natura confusa», a causa di uno «schema organizzativo fatto allo scopo di riconfermare dopo le elezioni politiche il segretario in carica ma che non si adatta ad una competizione forte». Per Rutelli, infatti, il rischio - come temono in molti nel Pd - è che ci sia un risultato differente tra l’esito del congresso dei delegati e le primarie aperte a tutti i cittadini elettori: «Si possono registrare - spiega Rutelli - addirittura maggioranze differenti o ancora compromessi pasticciati tra avversari».

Finisca una volta per tutte le stagione delle espulsioni dal partito perchè si hanno posizioni differenti. È l’invito rivolto da Francesco Rutelli «a chi guida e guiderà il Pd. Non bisogna più ammettere che nel Pd ci sia una sola persona che si eserciti a dire che una sola persona debba essere cacciata dal partito a causa delle sue posizioni politiche, magari di minoranza. Non si deve più consentire che accada, perchè questo è testimonianza dell’insorgenza dell’intolleranza e di una cultura del passato che riaffiora». Al contrario, spiega Rutelli, si conquistano voti e consensi proprio «attraverso il pluralismo delle idee che vuol dire decidere e decidere sempre, ma rispettando e volendo bene a chi porta avanti idee diverse».

Al termine della due giorni in cui si sono riuniti i Liberi Democratici, Francesco Rutelli annuncia di appoggiare la candidatura alla guida del Pd di Dario Franceschini. Ma è un sostegno condizionato dal rispetto di due paletti: «Il suo programma deve essere compatibile con i nostri obiettivi - precisa Rutelli - e la responsabilità del partito sia a livello centrale che territoriale deve essere improntata sulla condivisione leale e trasparente». Se così non sarà, avverte Rutelli, «resteremo democratici ma saremo molto più liberi».
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