8/10/2008 (15:54)
- L'APPELLO DEI PRESIDENTI DELLE CAMERE
Rai e Consulta, Fini-Schifani:
"Intesa ora o voti ad oltranza"
Finocchiaro ottimista: da Cicchitto
registriamo una nuova disponibilità.
Pd al lavoro su una rosa di candidati
MILANO
Basta con i veti e con i pregiudizi sulle singole persone; si percorra anche la strada della rosa dei candidati. La riunione dei capigruppo di maggioranza e opposizione di Camera e Senato dedicata ai temi spinosi del nuovo giudice da eleggere alla Corte Costituzionale e del presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai si conclude con una prima schiarita. Proprio come richiesto dal capo dello Stato Giorgio Napolitano che, nei giorni scorsi, aveva fatto pressing sulle forze politiche affinchè crollasse il muro contro muro che ha impedito al Parlamento di decidere su Consulta e Rai.
«Abbiamo sgombrato il campo dalle macerie - dice il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro - da parte di Cicchitto si è registrata una nuova disponibilità», si può dunque «ricominciare daccapo» e «si può riaprire il tavolo delle trattative». Ma per arrivare ad un accordo politico i gruppi avranno tempo solo fino a martedì, quando è previsto che si rifaccia il punto davanti ai presidenti delle Camere. Se anche a quest’appuntamento i capigruppo si presenteranno a mani vuote, il Parlamento in seduta comune e la comissione di Vigilanza Rai verranno riconvocati a oltranza. Come si spiega in una nota congiunta dei presidenti delle Canere Renato Schifani e Gianfranco Fini, che invitano i partiti «a promuovere delle intese per garantire le due elezioni».
È probabile così che maggioranza e opposizione presenteranno delle rose di candidati per vedere di uscire dall’impasse. «L’importante - spiega il presidente dei deputati dell’Idv Massimo Donadi - è che siano caduti i veti contro singole forze politiche, cioè contro di noi. Il candidato, se spetta all’opposizione, non può essere scelto dalla maggioranza». Nel corso della riunione, racconta il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, «il clima è stato buono, positivo». Si è cercato sin dall’inizio di individuare una strategia "vincente". All’inizio della seduta, infatti, Fini ha ricordato di come, nel 2003, quando presidente della Camera era Pier Ferdinando Casini, per uscire dalla situazione di stallo che si era creata quando si trattava di eleggere un nuovo giudice alla Consulta, venne affidato l’incarico di "esploratori" a due esponenti di maggioranza e opposizione per vedere di arrivare a un’intesa in tempi brevi.
Memore del precedente, il presidente del Senato Renato Schifani, ha proposto oggi di dar vita ad una sorta di "sotto-gruppi" che abbiano lo stesso compito. Ma l’idea di ripetere ora quell’esperienza non ha convinto Casini che invece ha suggerito di percorrere la strada delle "rose parallele dei candidati". «Dare ora l’incarico a esploratori o creare "sotto-gruppi" - ha detto il leader centrista - sarebbe solo una perdita di tempo». Si affronti piuttosto la situazione e centrodestra e centrosinistra facciano uno sforzo: presentino ognuno una terna di possibili candidati. Alla fine la maggioranza concorda e anche Fini dice "no" a ulteriori incarichi esplorativi. Se entro martedì però la matassa non si dipana, il Parlamento dovrà essere convocato a oltranza.
Al momento comunque, dice Donadi, il candidato ufficiale dell’opposizione per presiedere la commissione di Vigilanza «è sempre Leoluca Orlando». Nel frattempo, i Radicali lanciano l’allarme sullo stato di salute di Marco Pannella in sciopero della sete dal 3 ottobre per segnalare l’incapacità delle forze politiche di eleggere il giudice della Consulta e il presidente della Vigilanza.