MILANO
La campagna elettorale entra nel vivo e si accende di toni polemici, mai come prima di oggi, con un continuo rincorrersi di attacchi e scambi al vetriolo tra i vari leader di partito. Su tutti il duro botta e risposta tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni.
Comincia il Cavaliere che demolisce, dal palco del Palalido di Milano, il programma del Pd definendolo «carta straccia» e sottolineando le sue parole con il gesto di stracciare alcuni fogli di carta. Dal Veneto, dove è impegnato per il tour elettorale, non si fa attendere
la risposta di Veltroni: Berlusconi «fa tristezza», osserva, ma «noi non stracciamo i programmi degli altri, ne abbiamo rispetto».
È un Silvio Berlusconi da combattimento quello che arringa le migliaia di sostenitori accorsi al Palalido (6-7mila secondo gli organizzatori) per l’ apertura ufficiale della campagna elettorale del Popolo della Libertà. Berlusconi non cita quasi mai Romano Prodi e il suo governo e si concentra sull’ avversario diretto, Walter Veltroni. Lo attacca duramente, convinto che siano ormai finiti i suoi «fuochi di artificio».
L’ex premier parla immediatamente dopo Gianfranco Fini. Ma, introducendo il leader di Alleanza Nazionale, il Cavaliere ne approfitta per dire che la primavera «è iniziata» e per auspicare che ad aprile ne inizi una «di libertà ». Ringrazia inoltre «tutti coloro che, mettendo da parte gli egoismi, hanno rinunciato a parte della loro identità e al loro simbolo». Parole dirette a Fini, ma anche - implicitamente - a Casini. Premette di non essere «al cento per cento» per aver passato «l’ intera notte» a lavorare sulla chiusura delle liste: «Non mi hanno fatto toccare il letto».
Definisce «fasulle» le indiscrezioni sui giornali sulle candidature del Pdl, ma in qualche modo ammette la presenza di tante donne: «Abbiamo deciso di portare in Parlamento il 30% di donne e lo dico oggi che è l’ 8 Marzo, e allora si scatena subito la corsa a dire che sono fidanzate mie e di Gianfranco». «Siamo superman - ironizza - ma non riusciamo ancora a raggiungere certi traguardi...». Definire i nomi dei candidati, sottolinea, «è una cosa drammatica, perchè devi selezionare il destino degli altri». Si dice «addolorato» per gli esclusi ma spiega di aver dato la precedenza «a chi ha permesso la caduta del Governo» e a chi «ha lavorato in silenzio sul territorio».
Il Cavaliere lascia il palco a Gianfranco Fini e quando torna sul podio conferma i toni cauti delle scorse settimane sulle promesse ai cittadini. Si dice «preoccupato» per le «aspettative» della gente: «Penso che tutti pensino che abbiamo la bacchetta magica, ma purtroppo le bacchette magiche non ce le ha nessuno e noi siamo un pò matti a voler governare dopo i disastri della sinistra, ma troveremo il coraggio perchè abbiamo il dovere di farlo». Ripercorre i punti salienti del suo programma (l’ abolizione dell’ Ici, la detassazione degli straordinari, le misure contro i clandestini) sottolineando che alcune di questi saranno fatti «certamente», mentre gli altri (come la progressiva riduzione della pressione fiscale sotto il 40% o l’ aumento delle pensioni minime) dipenderanno dall’ andamento dell’ economia, dalla congiuntura e dallo stato di salute dei conti pubblici.
Poi è il momento dell’ affondo contro Veltroni: «La campagna elettorale della sinistra è quasi finita, sono terminati i fuochi di artificio di Veltroni». Il leader del Pdl aggiunge: «Ha detto vado solo, ma è stata una finta perchè ha aggregato radicali e giustizialisti, e così si troveranno insieme cattolici e mangiapreti». «Veltroni - prosegue ironico il Cavaliere - l’ innovatore, Veltroni il giovane protagonista della politica, il sindaco moderno...». Colui che, aggiunge «invece di laurearsi come me, che sono laureato, si è diplomato in fiction e non ha fatto niente altro che politica, dove è da 40 anni». Il cavaliere conferma l’ ottimismo sull’ esito del voto («Il Pd è in regresso e noi non siamo mai scesi sotto i 10 punti di distacco»), ripete che per la sinistra il programma è «solo carta straccia» (e lo fa stracciando platealmente dei fogli che ha sul podio) e denuncia «l’ azione di disinformazione» e gli avversari che fanno circolare «sondaggi falsi e falsi malori».