8/3/2008 (17:4) - VERSO IL VOTO- LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL PD
Veltroni: " Prime norme sui precari"
Il candidato premier Walter Veltroni
Il segretario del Pd replica a
Berlusconi: «Noi i programmi
non li strappiamo, li leggiamo»
PORTO MARGHERA
«Noi non stracciamo i programmi altrui, ma li leggiamo e li rispettiamo». Così, dal teatro Eden di Treviso, Walter Veltroni risponde a Silvio Berlusconi, che a Milano, ha fatto a pezzi il programma del Pd sostenendo che si trattasse solo di «carta straccia».

La replica di Veltroni è netta: «Fa tristezza. Ma non mi meraviglio: in ogni caso è peggio quando si stracciano i propri programmi, si governa e non si fanno le cose promesse». «Non mi meraviglio perchè questa è la storia di questi 15 anni. Non ne ho nè per oggi nè per domani. Chi sta in quello schieramento, altro non può e non vuole fare, che continuare in quella storia. Noi non stracciamo i programmi degli altri, noi ne abbiamo rispetto. Finchè si stracciano i programmi degli altri è una cosa che fa tristezza, ma la cosa peggiore è quando si stracciano i propri programmi, si governa e -conclude Veltroni- non si fanno le cose promesse».

Mentre Berlusconi apre la campagna del Pdl a Milano, Veltroni sonda il Nord-Est, terra tradizionalmente ostile al centrosinistra, dove il Pd si presenta con Massimo Calearo capolista. Il leader del Partito democratico dispensa ottimismo: «Mai come oggi ci può essere sintonia in questa area, trail Veneto e il Partito democratico. Mai come oggi Pd e Nordest si possono incontrare - dice Veltroni nella tappa del tour elettorale a Marghera - . Prima non era possibile perchè avevamo la condizione di una alleanza che creava molti problemi all’idea di sviluppo e di crescita. Ora siamo nelle condizioni di vincere la nostra sfida riformista».

Veltroni nel suo giro oggi in Veneto punta sul tema lavoro e annuncia che, in caso di vittoria, «il primo provvedimento che presenteremo per ridare fiducia nel futuro ai nostri ragazzi sarà quello per la lotta alla precarietà, il provvedimento sul compenso minimo legale». Lotta al precariato ma anche condizioni meno opprimenti per i piccoli e medi imprenditori che fanno la ricchezza del Nord: «Vogliamo un paese più libero, meno opprimente, proprio come quello che vuole la gente qui a Nord-Est», sottolinea Veltroni e ancora: «Tra i primissimi provvedimenti che porteremo al primo Consiglio dei ministri ci sarà un ddl con misure a sostegno della partecipazione della donna alla vita politica, economica e sociale del paese».

Insieme al botta e risposta a distanza sul programma "carta straccia", Veltroni riserva altre note polemiche contro Berlusconi, a cui replica anche a un punto del discorso con cui oggi a Milano il Cavaliere ha aperto la campagna elettorale del Pdl: «Il candidato dello schieramento a noi avverso ha detto oggi a Milano che "il Paese non è ancora pronto per un Parlamento con il 50% di donne": noi se vinceremo ne porteremo 130 in Parlamento, il triplo di quelle di oggi. Se le elezioni vanno male, ipotesi che prendo in considerazione dal punto di vista scolastico, ne porteremo 100». «La verità non è che l’Italia non è pronta, è che non sono pronti loro». Ed ancora: «L’Italia è pronta, come sempre, è più avanti: i loro sono discorsi dell’Ottocento di persone di un altro secolo».

Veltroni torna quindi a criticare le parole del leader di An, Gianfranco Fini, su Obama: «Ieri ha detto che gli Stati Uniti non sono pronti per avere un presidente nero. Oggi scopriamo che l’Italia non è pronta per avere un parlamento con presenze uguali di uomini e donne». «Oggi a Milano, alla manifestazione di apertura della campagna elettorale dei nostri avversari sono spuntate decine di bandiere di An, è una cosa spiegabile perchè la loro è solo un’alleanza elettorale: i vecchi partiti non si sono sciolti e rimangono, perchè la nascita di un nuovo partito non la si fa dal predellino di un’auto ma dopo mesi e mesi di incontri, di confronti, come abbiamo fatto noi, per arrivare ad un unico simbolo che durerà nel tempo. Certo, abbiamo attraversato i marosi, ma alla fine -scandisce Veltroni- siamo arrivati al porto definitivo, al Partito democratico».

Coda polemica della calda giornata di campagna elettorale sono anche altri due spunti: uno legato alla candidatura con il Pdl del leader delle protesta dei tassisti, Loreno Bittarelli, e di quella mancata di Antonio D’Amato che ha rifiutato l’invito di Berlusconi. Attacca Veltroni: «Nella giornata di oggi è arrivata la notizia che Antonio D’Amato, l’ex presidente di Confindustria, e Alessandro Riello, hanno entrambi declinato l’invito a candidarsi con il Pdl e lo hanno fatto con un argomento esplicito, molto interessante: hanno detto no perchè con il Pdl non si fanno le riforme». Su Bittarelli, il leader del Pd si esprime così: «Ho letto che il Pdl ha candidato a Roma il capo della rivolta dei tassisti: non riesco a capire come si faccia a proporsi come partito liberale e a mettere nelle proprie liste il capo di un gruppo isolato di rivoltosi, e che poi ha perso. Sottopongo all’attenzione dei vertici di quel partito questa cosa, perchè di doppiezze e di doppie verità si muore».
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