12/10/2008 (9:27)
"Joerg Haider è stato assassinato"
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MULTIMEDIA |
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Si moltiplicano su giornali e siti le
più fantasiose teorie del complotto
MARINA VERNA
VIENNA
I primi l’hanno scritto sui bigliettini lasciati, insieme ai fiori e ai ceri, nell’atrio del Palazzo del Land Carinzia, a Klagenfurt: «Haider come Lady D», «Haider come James Dean». Poi sono arrivati i siti antisemiti: «Haider è stato assassinato», «Questa è la soluzione finale della questione austriaca», «Dopo il suo successo elettorale, parlare di casualità è solo da stolti». Il complotto, dunque. L’attentato. Per mano degli sloveni, dice qualcuno. Per odio alla destra estrema, dicono altri. La costruzione del mito è cominciata.
Il quotidiano viennese «Der Standard» ha raccolto le prime voci, circostanziate ma anonime. Un ingegnere: «Ho subito pensato a un attentato. La strada su cui si è verificato l’incidente è a due corsie in entrambi i sensi ed è dritta come un palo. Haider guidava una Phaeton, con lo stabilizzatore di direzione, l’auto più sicura che c’è. Stava tornando da una manifestazione, dove qualcuno deve aver manomesso la sua vettura». In realtà tornava da una discoteca, «Le cabaret» di Velden, dove con lo spettacolo «Moulin Rouge Variété» veniva presentato il magazine «Blitzlichtrevue». Anche questo era Haider, sempre di più con il passare degli anni: un «viveur» abbronzato, che irradiava una gioventù forzata e alimentava chiacchiere di omosessualità.
«Porta calzoni troppo attillati», dicevano i benpensanti, scuotendo la testa davanti alle foto dei tabloid dove appariva tra ragazzetti bellocci e bicchieri di champagne. A una riunione politica c’era effettivamente stato, due giorni prima dell’incidente ed è a quella che pensa un ex ufficiale: «Giovedì era la festa della Carinzia e lui ha attaccato ancora una volta gli sloveni. Io lo so che aveva anche un sacco di nemici». Anche una studentessa la pensa così: «E’ stato ammazzato, la sua politica verso la Slovenia era coerente e lui dava fastidio a qualcuno». Con il passare delle ore, crescevano anche le reazioni di gioia e sollievo per questa morte, al punto che proprio «Der Standard» ha chiuso il suo blog, perché arrivavano «troppi messaggi senza pietà».
Anche questi contribuiranno alla costruzione del mito. Haider non è morto giovane - aveva 58 anni - ma aveva ancora un aspetto giovane, capelli scuri, fisico da maestro di sci. Non lo si immagina anziano, canuto, in pensione, relitto di un’epoca finita. Non voleva invecchiare. Almeno, non prima di diventare cancelliere. Fino al voto di due settimane fa era soltanto una battuta: «Tornerò a Vienna solo per fare il cancelliere». Dopo, era diventato un programma realistico per lui - e un timore per tutti quelli che gli erano contro. Il complotto è il finale perfetto per una vita spericolata. Come il crash di un’auto potente, però.