9/10/2008 (22:10)
- DAL VERTICE NATO DI BUDAPEST
La svolta Usa: "Pronti a trattare con i taleban"
L'apertura del segretario alla Difesa Rober Gates: La riconciliazione porrà fine alla guerra. Escluso solo il dialogo con Al Qaeda
Sette anni dopo l’invasione dell’Afghanistan e dopo un numero imprecisato di morti civili, gli Stati Uniti, che fino a ieri sconfessavano l'apertura al dialogo di Karzai, sono pronti a sostenere eventuali trattative tra Kabul e i taleban. A patto, e ci mancherebbe viene da dire, che dai negoziati sia esclusa al Qaeda.
L'annuncio a sorpresa arriva dal vertice dei ministri della Difesa Nato di Budapest dove il segretario alla Difesa Usa Robert Gates ja accolto in qualche modo le istanze succedutesi negli ultimi tempi: prima l’appello al dialogo al mullah Omar lanciato la scorsa settimana dal presidente afghano Hamid Karzai, quindi il via libera da Londra.
Secondo il capo del Pentagono un’opera di riconciliazione in Afghanistan gestita da Kabul potrebbe porre fine alla guerra. Questo solo se i talebani rispetteranno i termini posti dal governo afghano alla cui sovranità gli ex «studenti coranici» dovranno sottomettersi «Ci deve essere infine una riconciliazione come parte di un risultato politico a questo negoziato», ha spiegato Gates perchè la riappacificazione «sarà la definitiva exit strategy per tutti noi»
Il segretario alla Difesa ha comunque tenuto a chiarire che gli eventuali negoziati non potranno mai includere esponenti di al Qaeda: «Dobbiamo essere sicuri di non parlare con loro».
Gli Usa invasero l'Afghanistan nel dicembre 2001, dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre ad opera di al Qaeda, con l oscopo dichiarato di abbattere il regime talebano che aveva ospitato Osama bin Laden e i vertici della sua organizzazione. Oggi nel Paese gli Usa tengono impegnati 32 mila soldati, divisi nell’operazione Enduring Freedom (18.000) e nel contingente Isaf della Nato (14 mila). Le vittime Usa sono state finora 610.