8/10/2008 (20:13)
Ucraina alle elezioni anticipate
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| Il presidente ucraino Viktor Yushenko con Silvio Berlusconi |
La svolta del presidente Yushenko:
sciolto il Parlemento dopo il crollo
della coalizione "filo-occidentale"
KIEV
Il presidente ucraino Viktor Yushenko ha sciolto il Parlamento e ha indetto elezioni anticipate, dopo il crollo della coalizione governativa filo-occidentale.
Oggi Yushchenko era in l’Italia, dove ha incontrato il presidente Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi. Una visita che, nonostante i tempi ristrettissimi, è servita a Yushchenko - secondo quanto scrive una nota della presidenza ucraina - per incassare il «sostegno del Quirinale alle aspirazioni ucraine ad entrare nel Map (Membership action plan, ndr.) al prossimo summit Nato di dicembre. Il dibattito interno sulle possibili soluzioni rimane tuttavia ad un punto morto, con il partito del premier Yulia Tymoshenko che continua a dichiara «incostituzionale» il ricorso allo scioglimento del Parlamento prima del 23 novembre (giorno in cui il parlamento si è insediato) e con Nostra Ucraina (formazione vicino al presidente) che ribadisce la sua indisponibilità a tornare sui suoi passi e a far risorgere la coalizione democratica.
Si va così il ritorno anticipato alle urne. «Potete andare avanti o indietro, ma dovrete offrire soluzioni su come uscire dall’impasse», aveva specificato il presidente, richiedendo ai deputati di sbloccare i fondi necessari per l’organizzazione delle elezioni anticipate. Proprio sul fronte finanziario il Blocco Yulia Tymoshenko intendeva guadagnare ancora un pò di tempo. «Non parteciperemo al voto per cambiare il budget allocando nuovi fondi per organizzare le elezioni anticipate», aveva riferito il deputato Andriy Portnov, bollando nuovamente la decisione del presidente come «anticostituzionale». Di tutt’altro avviso Nostra Ucraina. «Il presidente ha il diritto legale di sciogliere la Rada, anche perchè è già passato un anno dalle elezioni parlamentari (30 settembre 2007, ndr.)», ha spiegato il ministro della Giustizia, Mykola Onischuk.
Sul fronte internazionale, seppur in ordine sparso, la diplomazia ucraina si sta comunque muovendo con risultati rilevanti. La conduzione ondivaga della politica estera di Kiev rispecchia in ultima analisi la frattura interna alla coalizione di governo. Da un lato, il premier Tymoshenko ha incassato il placet di Mosca in campo energetico per un graduale aumento in tre anni del prezzo del gas ai livelli mondiale. Una carta che la bionda pasionaria della Rivoluzione arancione non mancherà di utilizzare nelle eventuale prossima campagna elettorale. Da l’altro, il presidente Yushchenko si sta muovendo tra le capitali europee nella speranza di raccogliere maggiori favori per l’adesione di Kiev alla Nato. Secondo una nota emessa dalla presidenza ucraina, «il Capo di Stato Giorgio Napolitano ha espresso il suo sostegno alle aspirazioni ucraine ad entrare nel Map al prossimo summit Nato di dicembre». Il comunicato dell’ufficio stampa del Quirinale in verità non entra nel dettaglio, ma si limita a ribadire un più generico «sostegno italiano alla intensificazione dei rapporti fra l’Ucraina e l’Alleanza Atlantica, come confermato in occasione del Vertice di Bucarest dello scorso aprile, nel rispetto delle scelte del popolo ucraino ed in uno spirito di rinnovata amicizia e collaborazione con i Paesi vicini».