Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove alcuni giorni fa c’era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati «leggermente» da elementi fuorusciti da una tubatura nella reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto la direzione di EDF.
Secondo quanto si apprende, gli operai irradiati nella centrale di Tricastin, che si trova a oltre 200 chilometri dall’Italia, sono stati contaminati dal cobalto 58. L’incidente, secondo EDF, è avvenuto questa mattina e avrebbe provocato contaminazioni «leggere, 40 volte inferiori al limite regolamentare».
I 97 dipendenti sono stati evacuati d’urgenza dalla centrale quando l’allarme della contaminazione si è messo a suonare per una fuga nel reattore numero 4. Fra i 97, sarebbero 91 ad aver presentato segni di contaminazione al cobalto 58, un «metallo bianco» che entra nella composizione di leghe speciali, pneumatici e coloranti ma che, attivato a livello radio, è presente nei reattori e, da solo, possiede il 39% di tutta l’attività irradiante.
Gli impiegati contaminati sono stati visitati e rimandati a casa, per loro non esisterebbero pericoli immediati.
Stéphanie Biabaut, portavoce della centrale, ha spiegato: «Sono state disposte indagini per stabilire le cause dell’accaduto che non ha conseguenze né sulla salute delle persone né sull’ambiente. Per tutta la durata dell’inchiesta interna, l’accesso all’edificio coinvolto sarà sospeso».
L’incidente è il secondo che si è verificato a Tricastin nelle ultime due settimane. Nella notte tra il 7 e l’8 luglio durante alcune operazioni di pulitura trenta metri cubi di una soluzione contenente 12 grammi d’uranio per litro si sono riversati in due fiumi dallo stabilimento Socrati-Areva Nc.
Dopo un’inchiesta interna, il colosso energetico Areva ha ammesso una «mancanza di coordinazione evidente tra le squadre incaricate dei lavori e quelle responsabili delle verifiche». Pochi giorni dopo, il 17 luglio, si è verificato un secondo incidente: a causa della rottura di una canalizzazione nell’impianto di combustibili a Roman sur Isere (Drome), sempre di Areva, si è verificata una fuga di liquido radioattivo, che pare non abbia avuto «alcun impatto sull’ambiente».
Venerdì scorso, inoltre, quindici operai dell’impianto nucleare di Saint Alban, dell’Edf, nella regione dell’Isere (sud della Francia), sono stati contaminati dalla fuoriuscita di liquido radioattivo.