22/7/2008 (18:17)
- L'ARRESTO
Karadzic, l'Onu: "Momento storico"
Dalla Serbia l'ultimatum ai latitanti
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Frattini: «Adesso accordo con l'Ue».
Appello di Belgrado a Mladic e Hadzic:
si consegnino tutti i criminali di guerra
BELGRADO
Il primo ministro serbo Mirko Cvektovic ha invitato gli ultimi due fuggitivi ricercati dal tribunale internazonale dell’aia (Tpi) a consegnarsi volontariamente presso il tribunale internazionale. Lo riporta l’agenzia di stampa Tanjug. Il premier di Belgrado ha inoltre dichiarato di aspettarsi che il Tpi conduca «processi legittimi e garantisca un eguale trattamento a tutte le persone imputate di crimini di guerra». Dopo l’arresto di ieri sera di Radovan Karadzic, la Serbia, per ritenere pienamente assolto il suo obbligo di piena cooperazione con il Tpi, è tenuta a consegnare l’ex generale dell’esercito serbo bosniaco Ratko Mladic e l’ex leader croato Goran Hadzic.
Le madri di Srebrenica
«Finalmente giustizia è stata fatta, ciò che è accaduto questa sera dimostra che un criminale non può nascondersi per sempre. Ora si troverà di fronte ai suoi crimini». Lo ha dichiarato questa sera a Sarajevo Kada Hotic, una delle rappresentanti dell’associazione della madri di Srebrenica. Le donne, mogli, madri e figlie degli ottomila uomini uccisi nel 1995 a Srebrenica, da 13 anni l’11 di ogni mese, hanno manifestato in piazza, portando le fotografie e i nomi ricamati dei loro congiunti, chiedendo l’arresto di Karadzic e dell’allora comandante militare Ratko Mladic.
Usa
La Casa Bianca si è congratulata con la Serbia per la cattura del criminale di guerra Radovan Karadzic, affermando che questo arresto rappresenta il miglior "omaggio" alle vittime delle atrocità perpetrate. «Il momento dell’arresto, avvenuto qualche giorno dopo la commemorazione del massacro di più di 7.000 bosniaci a Srebrenica, è particolarmente appropriato e non c’è un regalo migliore che si potesse fare alle vittime dei crimini commessi che di portare i loro autori davanti alla giustizia» ha sottolineato il comunicato diffuso dalla Casa Bianca.
Thaci, primo ministro del Kosovo
È soddisfatto della cattura di Radovan Karadzic, ma la Serbia deve fare di più. Nel giorno dell’incontro nello Studio Ovale con il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, il primo ministro del Kosovo - proclamatosi indipendente poco più di 4 mesi fa - Hashmin Thaci ha espresso alla Cnn il suo giudizio sulla cattura di uno dei principali ricercati per genocidio e crimini di guerra nella ex Jugoslavia, in particolare per il massacro di Srebrenica. «È una notizia positiva, importante per la Serbia, per il Kosovo e per il raggiungimento della pace. Ma la Serbia deve fare di più: deve per esempio catturare Ratko Mladic - l’ex generale serbo-bosniaco accusato dal Tribunale penale internazionale degli stessi crimini attribuiti a Karadzic - se vuole davvero guardare al futuro» ha affermato Thaci.
Ban Ki-moon
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha definito l’arresto di Radovan Karadzic «un momento storico per le vittime». In un comunicato diffuso dal suo ufficio stampa, Ban ha dichiarato che si tratta «di un momento storico per le vittime, che hanno atteso 13 anni per vedere Karadzic portato di fronte alla giustizia». «Questo arresto consentirà al Tribunale penale internazionale (Tpi) di avvicinarsi al completamento del suo mandato e di portare giustizia alle vittime degli atroci crimini commessi» si legge ancora nella nota. «Porre fine all’impunità è un elemento essenziale per raggiungere la pace nella regione e avere giustizia. Anche se si è trattato di una pietra miliare, il lavoro del Tpi non sarà completo finché non saranno catturati e processati tutti i fuggitivi» conclude il comunicato. Con Ratko Mladic, Karadzic sarebbe responsabile del massacro di Srebrenica, dove nel luglio 1995 furono massacrati 8.000 uomini. Il Tribunale penale internazionale lo ha incriminato per genocidio e crimini di guerra.
Frattini: «Un grande risultato»
Dopo l’arresto dell’ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, l’Ue dovrebbe muoversi «subito» per ratificare gli Accordi di stabilizzazione e di associazione (Asa) con la Serbia e pensare poi ad autorizzare Belgrado a presentare una domanda di adesione. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, arrivando alla riunione prevista oggi a Bruxelles con i colleghi Ue. «Credo si debba lavorare subito per la ratifica dell’Asa - ha detto Frattini - e l’Italia intanto farà la sua parte. Il passo successivo - ha continuato il titolare della Farnesina - sarà considerare una Serbia che presenta domanda di adesione». L’arresto di Karadzic, ha osservato Frattini, «è un grande risultato che dimostra come il processo di avvicinamento della Serbia deve continuare a grandi passi e che l’intera comunità internazionale può tirare un sospiro di sollievo».
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