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22/7/2008 (18:20)
Serbia, arrestato Radovan Karadzic
Interrogato risponde: "Solo una farsa"
Radovan Karadzic, così si "travestiva" il boia dei Balcani
Viveva a Belgrado sotto falso nome
e lavorava come medico. È accusato
di genocidio e di crimini di guerra
dal tribunale internazionale dell'Aja
BELGRADO
Radovan Karadzic, l’ex presidente serbo bosniaco accusato di crimini contro l’umanità e catturato dalle autorità di Belgrado, lavorava sotto falso nome e come medico vicino la capitale serba. Si era fatto crescere la barba, e si era dato il nome di Dragan Dabic. Lavorava in un uno studio di medicina alternativa.

Karadzic, secondo una prima ricostruzione della stampa serba e del suo avvocato, sarebbe stato catturato su un autobus che viaggiava da Belgrado a Batajnica, una località a nord della capitale. Una prima fotografia dopo l’arresto lo mostra irriconoscibile, visibilmente dimagrito. Radovan Karadzic sarà trasferito al Tribunale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia, che ha sede all’Aja. Vladimir Vukcevic, che coordina la squadra serba del Tribunale per la cattura dei criminali di guerra, ha assicurato le autorità serbe hanno catturato Karadzic «nel pomeriggio di lunedi» e «da sole, senza un aiuto dall’esterno», in riferimento alle indiscrezioni di un intervento di agenti statunitensi.

L’ex presidente serbo bosniaco è stato catturato in un momento in cui era basso il rischio per la gente che casualmente era intorno a lui. «L’operazione è stata messa in atto dopo aver pedinato», ha spiegato il magistrato, «un gruppo di persone sospettate di aver costituito una rete di protezione della sua latitanza». Karadzic è stato poi interrogato: «La sua identità è stata accertata e gli è stato consegnato l’atto di accusa del Tribunale». A un primo esame, ha aggiunto Vukcevic, «sono state riscontrate le condizioni per un suo trasferimento all’Aja». Le sue prime parole dopo l’arresto sono state: «È tutta una farsa», poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo il suo avvocato, Svetozar Vujacic, Karadzic avrebbe dovuto essere portato dal giudice immediatamente. Invece, ha detto, «chi ha ordinato la cattura lo ha tenuto per tre giorni in carcere». L’arresto, ha concluso, «è assolutamente contro la legge».

L’uomo che ordinò di sparare sui civili durante l’assedio di Sarajevo e che diede via libera al massacro di 8.000 persone nell’enclave di Srebrenica aveva assunto una falsa identità - quella di Dragan Dabic - e lavorava negli ultimi tempi come medico in un ambulatorio privato alla periferia di Belgrado. Lo ha rivelato oggi il procuratore nazionale serbo per la lotta ai crimini di guerra, Vladimir Vukcevic, mostrando una foto dell’ex latitante ormai in arresto nella quale egli appare difficilmente riconoscibile, con barba e capelli lunghi. Secondo il procuratore, nell’ambulatorio - individuato dalle forze di sicurezza serbe nel quartiere residenziale di Nuova Belgrado - nessuno sapeva chi fosse in realtà.
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