16/10/2008 (12:8)
- LA GRANDE CRISI
Sui mercati l'ennesima giornata nera
Wall Street recupera, l'Europa a picco
Bruciati 260 miliardi di euro.
Piazza Affari chiude a -5,75%
MILANO
Non si arresta la fase negativa dei mercati. Ad affondare i listini, pesa l’incubo della recessione economica: lo stesso Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha reso noto che la crisi globale «sta colpendo ora l’economia reale» mentre il premier Silvio Berlusconi ha ribadito l’intenzione del Governo di voler sostenere i redditi attraverso l’introduzione del quoziente familiare.
Nella nuova giornata nera per le Borse europee sono andati in fumo 260 miliardi di euro di capitalizzazione. Profondo rosso per le piazze del Vecchio Continente: Piazza Affari in netto calo (Mibtel -5,75%, S&P Mib -6,78%), Parigi chiude a -5,92%, Londra a -5,65%, Francoforte -4,91%. Wall Street, dopo una partenza positiva, è scivolata in territorio negativo con un calo del 2,8% per il DJ e del 2,2% per il Nasdaq. Wall Street recupera nel finale dopo una seduta in altalena e chiude a +4,89%. Perdite record invece sulle borse asiatiche: Tokyo è andata a picco (-11,41%), Seul ha perso il 9,44% registrando la maggior flessione in almeno 11 anni, e Taiwan il 3,25%. Shanghai e a Hong Kong, dove la seduta è ancora in corso, cedono rispettivamente il 4,25% e il 7,74%. E ora gli investitori sperano in un’azione governativa a sostegno dei mercati.
Petrolio sotto i 70 dollari al barile
Sul fronte macro Usa la produzione industriale a settembre è diminuita del 2,8% il peggior calo dal 1974, mentre l’indice Fed di Philadelphia a ottobre è crollato a ottobre a -37,5 la peggior flessione mensile di sempre. Positivi invece i segnali relativi all’inflazione, invariata a settembre. In forte calo il petrolio, sceso a New York sotto i 70 dollari al barile, dopo il dato relativo alle scorte Usa superiore alle attese e in scia alle previsioni di un forte rallentamento della crescita economica e quindi della domanda. Si indebolisce ulteriormente l’euro, scambiato poco sopra 1,35 sul dollaro. Continuano nel frattempo a scendere i tassi interbancari sulla scia delle nuove mosse della Bce che ieri ha annunciato un’estensione della gamma degli asset ammessi a garanzia dei prestiti. L’Euribor a tre mesi, parametro utilizzato dalle banche per indicizzare i mutui, è sceso al 5,090% dal 5,168%. Anche quello a una settimana è in calo: è passato dal 4,100% al 4,052%.
Unicredit e Intesa Sanpaolo a picco
Fra le blue chip maglia nera per Unicredit che ha ceduto il 13,07% a 2,16 euro aggiornando i nuovi minimi dell’anno. A picco anche Intesa Sanpaolo che ha chiuso in calo del 12,53% sotto la soglia psicologica dei 3 euro a 2,86, fra scambi pari all’1,29% del capitale. Sempre fra i finanziari pioggia di vendite su Unipol (-9,9%), Alleanza (-4,66%), perdite più contenute per Generali (-3,27%), Mps (-1,3%), Medioabanca (-0,56%), Fonsai (-0,43%) e Banco Popolare (-0,39%). In controtendenza Bpm (+1,7%). A picco gli energetici in scia al crollo del greggio sotto i 70 dollari al barile: Saipem ha ceduto il 12,04%, Tenaris il 10,2%, Eni il 7,8% a 13,97 euro. Fra gli industriali in forte calo Prysmian (-10,3%), Finmeccanica (-8,5%), il giorno dopo il via libera da parte del Cda all’aumento da 1,223 miliardi per l’acquisto di Drs Technologies, Impregilo (-7,5%), Italcementi (-6,6%), Seat Pg (-6,5%), Fastweb (-5,6%) e Fiat (-4,95%). In controtendenza Parmalat (+2,4%) sulla speculazione che potrebbe essere una preda dei fondi sovrani per l’elevata cassa di cui dispone, Bpm (+1,7%) e le utilities Snam (+1,22%), A2A (+0,86%), invariata Mondadori a 3,01 euro. Sul completo in deciso ribasso Acea (-9,4%), Dè Longhi (-10,5%), Ifil (-8,7%). In controtendenza Erg (+2,9%), Cir (+3,2%), Benetton (+0,9%) e i titoli delle squadre di calcio Ss Lazio (+6,8%) e As Roma (+2,5%).