16/10/2008 (7:47)
- LA FIPE RILANCIA UNA CAMPAGNA PER FRENARE L'INFLAZIONE E RILANCIARE I CONSUMI
Happy hour con cappuccino e brioche
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| Per quattro mesi colazione scontata nel 60% dei bar |
Per quattro mesi listini bloccati, sconti su colazione e coni gelati nel 60% dei bar
VANNI CORNERO
L’«happy hour» si sposta dall’aperitivo alla colazione: il lunedì tra le 6 e le 8 di mattina nei bar che risponderanno all’appello della Fipe cappuccino e brioche si serviranno con lo sconto. E’una delle iniziative, su base volontaria, che la Federazione italiana dei pubblici esercizi, legata a Confcommercio, affianca al blocco dei prezzi per quattro mesi, la misura più decisa scelta per contribuire a mettere un freno al caro vita. Ma il congelamento dei listini che scatterà il 1°novembre, approvato dal 62 per cento delle associazioni territoriali aderenti alla Fipe, ha anche lo scopo di frenare l’emorragia di clienti dai bar, sempre più grave con il peggiorare della crisi economica.
Così, sotto lo slogan «Un prezzo da amico» i baristi italiani corrono ai ripari: con lo stop ai listini e l’«happy monday» per la colazione che inaugura la settimana il pacchetto degli interventi volontari anti-inflazione prevede riduzioni di 20 centesimi sul prezzo delle bevande gassate, del menù fisso di mezzogiorno e (su proposta personale del garante dei prezzi, Antonio Lirosi) cono gelato ad un euro. «Vogliamo mobilitare i bar - ha detto il presidente dalla Fipe, Enrico Stoppani - sulle due grandi emergenze del paese: recessione e calo dei consumi. Siamo convinti che in questo particolare momento il prezzo possa e debba esercitare una funzione importante di stimolo della domanda e di conseguenza della crescita».
Naturalmente la federazione non può imporre nulla, ma, esercitando una «moral suasion», conta di trovare vasto seguito operativo tra i suoi tesserati, consci che nei locali italiani c’è stata una flessione di presenze del 41,5% e che i clienti rimasti hanno abbattuto del 25% le spese per i loro, sinora, abituali consumi. Il centro studi della Fipe si occuperà di monitorare la campagna per tutto il periodo. «È evidente che questa iniziativa non basterà da sola a risollevare le sorti dell’economia - aggiunge Stoppani - tuttavia ci siamo posti il problema di fare qualcosa per offrire un pò di serenità ad un consumatore che, tra annunci drammatici e una politica ancora convalescente sta sempre più modificando in senso restrittivo i propri comportamenti di acquisto».
L’iniziativa è stata caldamente approvata da «Mister prezzi», Antonio Lirosi, che ha rilanciato augurandosi di arrivare a risultati altrettanto validi con l’industria moltoria e i pastai per far scendere più rapidamente il prezzo degli spaghetti dopo il calo di quello del grano. Ma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, avverte che, secondo lui «per far riprendere i consumi non basta più bloccare i prezzi, ma occorre una riduzione generalizzata dei listini di almeno il 10%».
Anche la Coldiretti va all’attacco, denunciando distorsioni dei prezzi dal campo al consumo di cui il commercio è il primo beneficiario: «Solo un centesimo del prezzo pagato dai consumatori per l’acquisto del cornetto al bar è da imputare al costo del grano che, peraltro, si è ridotto di un terzo rispetto allo scorso anno», sostiene l’organizzazione agricola e aggiunge: «lo stesso prezzo del latte alla stalla oscilli in diminuzione attorno ai 40 centesimi al litro». Un discorso respinto al mittente dalla Fipe: «Forse sarebbe meglio che la Coldiretti non desse numeri a casaccio - ribatte Stoppani - e si decidesse a rivelare quanti incentivi, anzichè sostenere produttività e qualità di imprese e raccolti, vanno ad integrare il reddito degli agricoltori».