12/10/2008 (7:51)
- LETTRERE DAL CRAC
"Non mi fido più dei consigli
della mia banca"
Il terremoto finanziario entra nell’economia reale
Le famiglie spendono 113 euro in più al mese
BARONI, DE MARCHI, MAGGI E VIGNA
Le banche? Venditrici di fumo!
A febbraio avevo consigliato a una mia conoscente di sottoscrivere dei Btp. Cedola alta, rendimento buono, prezzo di gran lunga sotto il nominale. Purtroppo in banca le hanno invece consigliato - e venduto - un fondo. Un fondo tranquillo, monetario, ma sempre un prodotto, una merce di quella banca, ora tra l’altro in forti difficoltà. Il bancario venditore non ha fatto quello che il cliente poco esperto aveva chiesto. Perché avere fiducia in questa gente? Ogni volta che siamo al termine di una crisi sfornano una novità in ritardo: nel 2002-2003 il capitale garantito (per combinazione, quando le Borse hanno ricominciato a risalire); poi la consulenza pressante dei mutui a tasso variabile (con l’inflazione all’1,5%); adesso con la rinegoziazione degli stessi mutui. E ora che si intravede lo spettro del fallimento lo Stato deve nazionalizzarle e salvarle. TRADER68@LIBERO.IT
Vendendo prodotti della casa incassano provvigioni più alte e bonus mentre vendendo i titoli di Stato non guadagnano nulla, se si tiene conto del costo del personale. Lo sfogo del lettore evidenzia uno degli innumerevoli episodi di cattiva consulenza che abbiamo denunciato molte volte. Che dire? Resta valida la conclusione che se allo sportello fanno il loro interesse, i clienti devono imparare a fare il proprio e da sé. Inutile illudersi che la consulenza fatta da chi è anche piazzista di prodotti propri sia vera consulenza. Solo chi non ha interessi propri può offrirla, ma purtroppo i consulenti indipendenti, che sono una categoria di professionisti appena nata, non sono, temiamo, alla portata dei piccolissimi investitori del tipo della conoscente del lettore.
Bond argentini ed elenco Patti Chiari
Dopo essere rimasto fregato con i bond argentini mi sono affidato all’elenco di Patti Chiari. Da lì ho scelto anche l’obbligazione Lehman scadenza novembre 2008. Essendo una fonte Abi, io mi sono affidato con tranquillità. Perdipiù non mi sembra si possa dire che il rendimento di un dieci centesimi in più di un titolo di Stato mi possa far considerare uno speculatore che doveva così rendersi conto del rischio maggiore. Non ci sono responsabilità di distorta informazione di Patti Chiari con tardiva cancellazione dall’elenco di certi bond? Nel momento dell’uscita dall’elenco ho letto che le banche dovevano comunicarlo ai sottoscrittori. La mia aderisce a Patti Chiari e pubblica il link nella home page del proprio sito e non mi ha comunicato niente. Posso rivalermi sulla mia banca per questa inadempienza grave? PAOLO OTTAVIANI
Patti Chiari ha compilato quella lista tenendo conto dei rating, che sono l’unico punto di riferimento commerciale, non giuridico, per la valutazione dei rischi di un titolo. Fino alla mattina del fallimento le agenzie attribuivano a Lehman un giudizio di grande affidabilità. Solo in seguito è scattato il declassamento. Inutile, e che suona come una beffa. Purtroppo, come è successo altre volte (per esempio Parmalat), il declassamento è avvenuto a disastro successo. Il sistema dei rating mostra tutti i suoi limiti ogni volta che dovrebbe essere utile. La lezione, per Patti Chiari e per tutti i risparmiatori, è che i rating non sono una certificazione di sicurezza assoluta e tantomeno con valore legale. Sono un’indicazione di massima, da prendere sul serio nel caso indichi che un bond è a rischio alto. Ma da prendere con le molle quando fa credere che un titolo è affidabile. Lehman non è stato il primo caso di “tradimento” del rating e non sarà l’ultimo.
Il denaro e il libero mercato
Il denaro è una merce? Un prodotto? E magari le banche una fabbrica? Ma allora, secondo la legge del libero mercato, posso creare e vendere denaro anch’io? MARCO BACCEI
No, tutti sanno che questo è un reato, perché battere moneta è prerogativa dello Stato e non delle banche. Lo sa anche il lettore, ma il fatto che abbia la voglia di scherzare di questi tempi è buon segno. Significa che si trova bene anche lui, tutto sommato, a vivere in questa società basata sulla disprezzata (da lui) "legge del libero mercato".
Le banche più piccole e le obbligazioni
Come giudica la posizione di banche più piccole? E che cosa valgono le loro obbligazioni? Avendo un deposito titoli suddiviso in più obbligazioni (apparentemente "tranquille") sarebbe meglio vendere incassando una perdita ed acquistare un Btp a sei mesi o rimanere sulle proprie posizioni? Non è chiaro cosa succederebbe al deposito titoli in caso di fallimento. C.P.
In linea di massima, le banche piccole sono oggi in uno stato di salute migliore delle grandi, perché meno esposte ai titoli "tossici". Le obbligazioni "tranquille" vanno esaminate caso per caso, soprattutto vedendone i regolamenti, l’eventuale strutturazione delle cedole e l’eventuale clausola di "subordinazione". In caso di fallimento il deposito titoli è sicuro: tutto è presso Monte Titoli e non fa parte del patrimonio della banca, quindi i titoli sarebbero restituiti al proprietario.
I Bot e il dissesto della banca
In caso di dissesto, i Bot acquistati dalla banca, ma depositati su un deposito amministrato intestato al cliente, possono essere ritirati da quest’ultimo senza problemi? I.O.
In caso di dissesto della banca i Bot, come gli altri titoli, costituendo patrimonio separato da quello delle banche, restano di proprietà dell’intestatario che può disporne liberamente. Anche nel caso in cui il dissesto portasse a una procedura concorsuale, l’intestatario del deposito può disporre dei titoli, pur se secondo le modalità e i tempi previsti dalla procedura di liquidazione. Tuttavia la possibilità di dissesto di una banca, già di per sè remota in relazione alle caratteristiche e ai controlli delle Autorità di Vigilanza del sistema bancario italiano, viene esclusa alla luce del provvedimento, assunto dal Governo lo scorso 8 ottobre, che ha approvato misure per la stabilità del sistema bancario e la tutela del risparmio.
Il conto corrente cointestato Un c/c/ bancario cointestato a marito e moglie, fruisce della garanzia di 103.000 euro oppure di 206.000 euro? LETTERA FIRMATA
In caso di cointestazione di un conto corrente bancario ciascuno dei cointestatari ha diritto alla garanzia, prevista dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi, pari a 103.291,38 euro: si fruisce della garanzia per 206.582,76 euro.
Come riconoscere il valore di una società
Vorrei sapere dove si possono vedere i fondamentali delle società quotate in Borsa. Quali sono sottovalutate (sempre che i bilanci siano reali)? FIOCINA
Gli elementi da prendere in considerazione per valutare la solidità patrimoniale di un’azienda sono lo scarso ammontare dell’indebitamento (da confrontare con il totale dei crediti), un elevato importo di immobilizzazioni (stabilimenti, macchinari, ecc.), un elevato ammontare delle riserve di bilancio. Ma occorre esaminare anche gli aspetti reddituali: aziende sane potrebbero avere un conto economico negativo che erode il patrimonio. Da esaminare gli indici di redditività: utile su fatturato e su patrimonio.