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 ECONOMIA orologio



12/10/2008 (18:0) - LA GRANDE CRISI - SI MUOVONO I LEADER DEL VECCHIO CONTINENTE
Un piano Ue per salvare le banche:
"Garanzie fino alla fine del 2009"
Il premier tedesco Angela Merkel con Nicolas Sarkozy
Accordo del vertice Eurogruppo.
Sarkozy: «Niente regali alle banche»
Berlusconi: «L'Italia è tranquilla»
Fmi: piano va nella direzione giusta
PARIGI
Si e' concluso con un accordo il vertice dell'Eurogruppo convocato per fare fronte alla crisi finanziaria. Secondo quanto si è appreso il vertice ha raggiunto un accordo sulla strategia da adottare per fronteggiare la crisi. Le misure decise dal vertice straordinario dell'Eurogruppo saranno applicate immediatamente, in Francia così come in Germania, in Italia e in altri paesi. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy al termine del vertice straordinario dell'Eurogruppo.

«I governi daranno garanzie pubbliche per il rifinanziamento del sistema bancario», ha annunciato Nicolas Sarkozy confermando quanto anticipato dalla bozza circolata durante il summit. Nella stessa bozza sono previste garanzia dei governi sui prestiti interbancari fino al 31 dicembre 2009. «Questa sera è il momento dell'Europa e della sua unità», ha aggiunto Sarkozy precisando che i governi non faranno regali alle banche. «Gli stati faranno pagare gli interventi al loro giusto prezzo», ha aggiunto, rilevando che «i management che falliscono saranno messi da parte, non dovranno avvantaggiarsi da questo piano».

L'Eurogruppo, secondo la bozza, e' pronto a garantire «il rifinanziamento delle banche» europee. anche se in modo «provvisorio». I Governi si impegnano a evitare «qualsiasi fallimento» di istituzioni bancarie rilevanti e di sistema, attraverso «appropriati mezzi, ivi inclusa la ricapitalizzazione». E' quanto si legge in una bozza dal titolo 'Dichiarazione su un piano d'azione europeo concertato dei Paesi della zona eurò, circolata nella sala stampa del vertice a Parigi. Nella bozza in cui si sottolinea che i Governi vigileranno per quanto concerne gli interessi dei contribuenti e in cui si «assicura che gli azionisti e il management esistenti sopporteranno le necessarie conseguenze dell' intervento». «La ricapitalizzazione di emergenza di un determinato istituto - si legge ancora nel testo - dovrà essere seguita da un appropriato piano di ristrutturazione».

Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, continua a mostrare ottimismo per la situazione in Italia anche in questa fase di crisi internazionale dei mercati. «La nostra posizione - dichiara al termine della riunione dell’Eurogruppo a Parigi- è ottimale, molto meglio degli altri Paesi». Silvio Berlusconi si dice poi sicuro che, dopo quella di Unicredit, in Italia non saranno necessarie altre ricapitalizzazioni. Al termine della riunione dell’Eurogruppo all’Eliseo, il Premier italiano ha infatti spiegato: «Riteniamo che dopo Unicredit non appaia oggi la necessità di ulteriori ricapitalizzazioni». Inoltre, i provvedimenti adottati dal vertice di Parigi per contrastare la crisi dei mercati sono «assolutamente positivi» e «immagino che i mercati possono prenderne atto» e che questi provvedimenti «possono ridare fiducia agli investitori». Il premier ha poi affermato che il contenuto dell’accordo di oggi «sarà al centro del Consiglio dei Ministri straordinario che terremo domani alle ore 15 a Roma», sottolineando che «contemporaneamente si terranno dei consiglio dei ministri in Francia, in Inghilterra, in Germania, in Austria e in altri paesi ancora». «Con le decisioni prese oggi - ha infine affermato Berlusconi -si sospende la regola del mark to market secondo cui le aziende dovevano abbattere il valore patrimoniale in bilancio e possono rimanere sui valori precedentemente dichiarati».

Il Fondo monetario internazionale ha intanto promosso il piano europeo messo a punto nel corso del vertice di Parigi. «Va nella giusta direzione», sottolinea il direttore generale dell’istituto di Washington, Dominique Strauss-Kahn. «È un passo utile», aggiunge. Più in generale, il numero dell’Fmi rileva che le posizioni assunte in questi giorni da G7, Imfc, G20 e ora dalla Ue testimoniano la volontà di «cooperare», esattamente come «il Fondo chiedeva da tempo». «Ora», conclude Strauss-Kahn, «ci sono risposte ampie alla crisi: credo che il mercato rifletterà questo».
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