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11/10/2008 (14:0) - LA CRISI
Il G7: "Non fallirà nessuna banca"
Bush: serve un'operazione globale
Piano straordinario per l'economia,
soddisfazione di tutti dopo il vertice
Il presidente Usa: «Risposte forti»
WASHINGTON
Il presidente George W. Bush ha detto oggi alla Casa Bianca che i paesi del G7 collaboreranno per mettere a punto azioni coordinate per affrontare la crisi economica. «Siamo insieme in questa crisi, ne usciremo insieme», aggiungendo che «siamo davanti a una crisi globale che richiede forti risposte globali». Intanto, con la comune convinzione che per risolvere la crisi finanziaria peggiore dalla Grande Depressione degli anni Trenta occorrano «misure urgenti ed eccezionali», il gruppo dei sette paesi più industrializzati si è impegnato ad agire in modo tempestivo e deciso per stabilizzare i mercati e per evitare che le istituzioni finanziarie importanti da un punto di vista sistemico falliscano.

Questo il cuore del documento approvato dal G7, con soddisfazione di tutti i paesi membri, compresa l’Italia, rimasta infine soddisfatta nonostante le perplessità mostrate prima del vertice dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulla prima versione, poi cambiata, del comunicato finale. Dal segretario al Tesoro Henry Paulson al governatore della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, dal ministro delle Finanze francese Christine Lagarde al numero uno della Banca del Canada Mark Carney, dal governatore della Banca del Giappone Masaaki Shirakawa a Draghi e Tremonti, il consenso sul documento è stato unanime e l’approvazione diffusa per una mossa giudicata necessaria e improrogabile.

Nello specifico, i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G7 hanno approvato un piano in cinque punti che promuove «l’utilizzo di tutti i mezzi disponibili» per evitare il fallimento di importanti istituti finanziari. «Non permetteremo il fallimento di altre banche», ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, al quale ha fatto eco anche il ministro Tremonti, nel corso di una conferenza stampa a margine dei lavori del G7. Lo scopo del documento approvato dai membri del G7 è cercare di sbloccare, o meglio «scongelare» come si legge nel comunicato, il mercato del credito e monetario per fare in modo che le banche e le altre istituzioni finanziarie abbiano a disposizione la liquidità di cui necessitano. Il segretario al Tesoro Paulson ha definito l’accordo «un piano di azione aggressivo per rispondere alla crisi dei mercati finanziari globali, una manovra che fornisce un quadro coerente che per le politiche individuali e collettive per fornire liquidità ai mercati».

In un’ottica volta a prevenire che si diffonda il panico e a garantire adeguate tutele per i contribuenti, il G7 ha sottolineato che «la situazione attuale rende necessarie misure urgenti ed eccezionali», delineate appunto nel documento che auspica anche un «rafforzamento ulteriore della collaborazione» per centrare obiettivi comuni. Il piano è «un deciso segnale» e ogni nazione del G7, come ha spiegato il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde, dovrà ora impegnarsi a migliorare il piano a seconda della situazione specifica nazionale. Il vertice di venerdì, che precede l’incontro dei ministri del G7 con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush previsto per sabato mattina alla Casa Bianca e al quale parteciperà anche Draghi, unico fra i governatori del G7, arriva in un momento critico, con i mercati che colano a picco in una scivolata che sembra irrefrenabile. La congiuntura attuale è fuori dal comune e, come tale, ha richiesto un documento diverso da quello standard, appunto in cinque punti, che, come ha sottolineato lo stesso Paulson «ha soddisfatto anche Tremonti», inizialmente perplesso. Il testo che al ministro italiano non piaceva, ha spiegato Paulson, era appunto quello standard, ma «in momenti straordinari occorrono misure straordinarie».

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