22/3/2010 (15:26)
- L'INCHIESTA SULLA SANITA'
Interrogato Frisullo: "Mai preso soldi"
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| L'ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo |
L'ex numero due della Puglia sentito
in carcere. "L'amicizia con Tarantini
non è reato, equivocate le telefonate"
BARI
L’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo «non ha mai avuto soldi» dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini, le stesse conversazioni telefoniche intercettate sono «la prova dell’inesistenza di qualsiasi esigenza cautelare» nei suoi confronti, ed essere amico di Tarantini «non è certo una ragione per stare in carcere». Questa la linea difensiva sostenuta dai legali di Frisullo, gli avvocati Michele Laforgia e Federico Massa, durante l’interrogatorio a cui l’esponente del Pd è stato sottoposto per circa tre ore nel carcere di Bari dal gip barese Sergio Di Paola.
Per Frisullo i legali hanno presentato al giudice per le indagini preliminari, che si è riservato la decisione, un’istanza di scarcerazione, sottolineando anche le precarie condizioni di salute del loro assistito, che è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e di turbativa d’asta. Nel corso dell’interrogatorio, al quale hanno partecipato i pm Giuseppe Scelsi, Ciro Angelillis e Eugenia Pontassuglia, i difensori di Frisullo hanno anche parlato di un equivoco nel quale sarebbero incorsi gli inquirenti nell’interpretare alcune conversazioni intercettate. Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip è riportata una telefonata in cui Frisullo dice di non essere «in vetrina», ma di stare ancora«nel negozio».
Per gli inquirenti questo significherebbe che Frisullo avrebbe continuato a tenere rapporti d’affari discutibili; per i difensori il "negozio" non sarebbe altro che il suo partito. Circostanza che, sempre per i legali, verrebbe avvalorata dal fatto che il presunto imprenditore "a nome Romano" citato in una telefonata sarebbe invece il consigliere regionale Pd Giuseppe Romano, così come "Giovanni" e "Giancarlo" non sarebbero altri che due politici del Salento, il sindaco di Arnesano, Giovanni Madaro, e il candidato sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta. Intanto è ancora ricoverato nel reparto di cardiologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce Vincenzo Valente, il direttore amministrativo della Asl di Lecce destinatario, come Frisullo, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito della stessa inchiesta.
I suoi legali, gli avvocati Francesca Conte del foro di Lecce e Domenico Di Terlizzi del foro di Trani, hanno chiesto al gip del tribunale di Bari che gli vengano concessi gli arresti domiciliari. L’avvocato barese Gianni Di Cagno ha invece chiesto formalmente alla procura di Bari di sapere se l’ex dirigente del Pd Michele Mazzarano, citato da Tarantini quale destinatario di tangenti così come Frisullo e il cui nome negli atti d’inchiesta era stato coperto da "omissis", sia stato iscritto o no nel registro degli indagati. Mazzarano, che fino ad ora non ha ricevuto alcuna informazione di garanzia, si è già dimesso dagli incarichi nel Pd ritirando la candidatura al consiglio regionale.