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18/3/2010 (12:42) - IL GIALLO
Claps, l'avvocato dell'unico indagato:
"Restivo in Inghilterra, è tranquillo"
Elisa Claps
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Disposte le analisi sul corpo di Elisa.
Il 37enne è sotto i riflettori dal 1993
POTENZA
«Danilo Restivo è tranquillo. Èin Inghilterra, ha saputo del ritrovamento dei resti umani dai mezzi di comunicazione ma è tranquillo». Così ha risposto alle domande dei giornalisti a Potenza, davanti alla chiesa della Santissima Trinità in via Pretoria, l’avvocato di Restivo, Mario Marinelli.

Secondo il legale, dunque, Restivo, che oggi ha 37 anni, sarebbe sereno nonostante il ritrovamento, ieri in un’intercapedine del sottotetto della chiesa, di resti umani appartenenti con ogni probabilità a Elisa Claps, la ragazza di Potenza di cui si sono perse le tracce il 12 settembre 1993 e della cui scomparsa Restivo è il maggiore indiziato. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, l’allora ventunenne fu l’ultima persona a vedere Elisa quando era ancora in vita. I due (lei all’epoca aveva 16 anni) avevano appuntamento la mattina del giorno della scomparsa davanti alla centralissima chiesa della Trinità. Un testimone ha confermato di aver visto Elisa in compagnia di Danilo, dopodichè della ragazza si sono perse le tracce.

Da subito sospettato, Restivo si è sempre difeso sostenendo la tesi, mai smentita, che dopo l’incontro con Elisa sarebbe uscito dalla chiesa e avrebbe girovagato da solo per la città, entrando, senza un motivo preciso, in uno dei cantieri delle scale mobili che all’epoca erano in costruzione. Qui si sarebbe ferito alla mano cadendo da una scalinata procurandosi un taglio di un centimetro alla mano sinistra che lo indusse a recarsi al pronto soccorso di Potenza per farsi medicare. Quando, durante l’interrogatorio, gli investigatori gli chiesero perché si fosse recato in ospedale nonostante una lieve ferita, Restivo rispose che la vista del sangue lo impressionava «tanto da svenire». Come risulta dal referto medico, Restivo si fece medicare alle 13,45 dunque dalle 12, ora in cui disse di aver lasciato Elisa, c’è un buco di oltre un’ora e mezza in cui Restivo non fu visto da nessuno in grado di confermare i suoi spostamenti.

Arrestato per false dichiarazioni nel 1994 e condannato dalla Corte d’Appello nel gennaio del 1998, scontò in carcere la pena e una volta rimesso in libertà lasciò la Basilicata trasferendosi prima a Rimini e poi a Torino. Quasi sei anni dopo la scomparsa, nella puntata della trasmissione di Rai3 «Chi l’ha visto» dell’ 11 maggio 1999, il fratello di Elisa Claps, Gildo, fece una rivelazione clamorosa che riaccese i riflettori sul caso sostenendo che sul sito internet dedicato a Elisa dalla famiglia, arrivò un messaggio di posta elettronica in cui si diceva che la ragazza stava bene, che si trovava in Brasile e che non voleva tornare in Italia e rivedere i familiari. La email risultò però inviata non da una località brasiliana ma da un internet point di Potenza. Ma c’è di più. Secondo le verifiche dello stesso fratello di Elisa, il mittente sarebbe stato proprio Danilo Restivo. Quest’ultimo, tramite il suo legale, ha immediatamente smentito nonostante sembrasse certo il fatto che lui fosse presente nel locale il giorno e nell’orario dell’invio (23 aprile 1999, alle ore 21,45).

Calato nuovamente il buio sulla vicenda, Restivo si trasferisce stabilmente in Inghilterra e sposta la sua residenza a Bornemouth, nel Dorset, a sud di Londra. Qui la sua storia si intreccia a un altro caso di cronaca nera. Una vicenda che lo vedrà sospettato ma mai formalmente accusato quando la sarta Heather Barnett, 48 anni, madre di due figlie, fu assassinata brutalmente il 12 novembre 2002. Restivo, che viveva in un appartamento nella zona di Charminster, di fronte a quello della donna, fu arrestato nel 2004 nel corso delle indagini su quel delitto: negò ogni coinvolgimento e fu rilasciato senza alcuna incriminazione. Heather, 48 anni, fu trovata morta dalle figlie in bagno in uno scenario terrificante: era stata colpita in testa con un oggetto simile a un martello, e pugnalata. I seni erano stati mutilati e lasciati accanto al corpo. Nella mano c’erano dei capelli, lunghi 9 centimetri, che non erano i suoi. Quello del taglio dei capelli è un «vizietto» già attribuito in passato a Restivo, accusato, più volte, di tagliare ciocche di capelli alle ragazze che incontrava sugli autobus, tanto a Potenza quanto a Bornemouth. Tanti indizi a suo carico ma mai prove schiaccianti in grado di riconoscergli la responsabilità dei due omicidi. Ma il ritrovamento dei resti umani di Elisa claps potrebbero, a questo punto, dare una svolta alle indagini. La polizia inglese ha fatto sapere di seguire con «attenzione» gli sviluppi sul caso Claps mentre quella italiana si sta dedicando agli accertamenti scientifici sui resti. Nell’informativa conclusiva consegnata al pm di Salerno Rosa Volpe, Danilo Restivo è l’unico accusato con nome e cognome dell’omicidio di Elisa Claps dalla Squadra mobile di Potenza. Un omicidio preterintenzionale, conseguenza di una pulsione sessuale. Nelle pagine firmate dal vicequestore Barbara Strappato sono ipotizzati anche i profili di altre persone «da identificare» coinvolte nell’occultamento del cadavere e nei depistaggi. Tanta l’attenzione e la partecipazione dei potentini che, da ieri, inviano messaggi di solidarietà alla famiglia Claps. Sul social network Facebook è stato creato un apposito gruppo che chiede il carcere per Restivo «fino alla fine dei suoi giorni».
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