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11/3/2010 (14:37) - PRETI E ABUSI
"La priorità è debellare la pedofilia"
Il vescovo di Ratisbona Gerhard Mueller
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La Santa Sede: «Non ci sono alibi
per i preti che abusano dei minori».
Il vescovo di Ratisbona: chi pecca
deve lasciare subito il sacerdozio
Non ci possono essere «scuse» per i preti che si macchiano del «crimine odioso» di pedofilia e la protezione dei minori da queste «aggressioni» deve essere in cima alle priorità della Chiesa: è quanto ha detto l’osservatore della Santa Sede all’Onu, mons. Silvano Maria Tomasi, intervenuto ad un incontro annuale delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini.  E' polemica dopo le dichiarazioni "mal interpretate" del card. Shonborn che indicavano il celibato tra le cause degli abusi. Il cardinale «non ha messo in dubbio in alcun modo il celibato nella Chiesa cattolica di rito latino». Lo ha dichiarato ieri Erich Leitenberger, portavoce dell’arcidiocesi di Vienna, rispondendo ad alcune interpretazioni dei media su alcune dichiarazioni dell’arcivescovo. Secondo l’agenzia di stampa cattolica Kathpress, nell’ultima edizione di «thema kirche», periodico dei collaboratori dell’arcidiocesi, Schonborn aveva affermato che sugli abusi «deve esserci solo la via della verità ed è assolutamente necessario mettere al primo posto le vittime». Riprendendo le parole esatte dell’arcivescovo, l’agenzia di stampa precisa che il cardinale aveva auspicato un esame delle cause di abuso, tra cui: «La questione della formazione dei sacerdoti, così come la questione di quanto è accaduto con la "rivoluzione sessuale" della generazione del ’68. Ne fanno parte il tema del celibato, così come il tema dello sviluppo della personalità. E ci vuole anche una buona porzione di sincerità, nella Chiesa, ma anche nella società». Schonborn chiedeva inoltre un «cambiamento»: «Per ogni nuovo caso di abuso, avvenuto nella Chiesa o altrove, mi chiedo: e tu, hai davvero fatto qualcosa per il cambiamento?». Riallacciandosi alle parole di Schonborn, Leitenberger ha concluso: «La sincerità è auspicabile anche nei resoconti sulle dichiarazioni di personalità della Chiesa».

Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller, un protagonista dell’operazione di trasparenza avviata dalla Chiesa cattolica sugli abusi sessuali perpetrati in passato in Germania da religiosi ai danni di minori, ha definito «una stupidaggine» l’ipotesi che il celibato ecclesiastico sia all’origine del fenomeno e ha affermato che quindi non c’è motivo di modificare questa istituzione.Il vescovo Ratisbona, Gerhard Mueller, ha ricordato che i sacerdoti che si macchiano di reati di pedofilia non possono continuare a svolgere il loro ruolo di rappresentanti di Cristo. Mueller, rispondendo a giornalisti a margine di un convegno teologico a Roma, ha detto che «tutti sanno che questo peccato grave che esclude», che taglia fuori, «dal sacerdozio».


Di fronte ai nuovi casi di pedofilia rimbalzati ieri anche dallo storico coro di Ratisbona, il cardinale tedesco Walter Kasper non nasconde la sua rabbia. Il presidente della Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani, uno dei più stretti collaboratori del pontefice, si esprime in termini chiarissimi e, in un’intervista pubblicata oggi su Repubblica, auspica zero tolleranza per i colpevoli: «Gli abusi sessuali sui minori da parte di esponenti del clero sono atti criminali, vergognosi, peccati mortali inammissibili», per le quali «non c’è nessuna giustificazione, nessuna tolleranza». Il cardinale ammette che la Chiesa «non è immune da peccati», ma spiega che il papa non intende restare con le mani in mani ed auspica che «i responsabili di delitti tanto orrendi vengano affidati alla giustizia civile» e risarciti.
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