versione accessibile
LASTAMPA.it - Home
 CRONACHE orologio

9/2/2010 (15:4) - POLEMICA
Il padre: "Se avesse visto Eluana
non parlerebbe in questo modo"
Beppino Englaro, il padre di Eluana
Beppino Englaro risponde al premier
e parla di Sanremo: "Nulla
contro la canzone di Povia"
ROMA
Se Silvio Berlusconi avesse visto com’era davvero Eluana Englaro negli ultimi tempi della sua vita «non avrebbe scritto» la lettera rivolta alle suore Misericordine, in cui si dispiace per non aver potuto evitare la morte della giovane. A dirlo è il padre di Eluana, Beppino Englaro, che, durante la registrazione della puntata di questa sera di «Otto e mezzo» su La7 dedicata al suo caso, ricorda che prima della morte della figlia «avevo invitato il presidente Berlusconi a venire a vedere Eluana per rendersi conto della situazione e di cosa significa stato vegetativo permanente». «Se il presidente avesse accettato l’invito - continua il padre di Eluana - forse non avrebbe scritto le cose che ha scritto oggi. Si sarebbe reso conto di ciò che la medicina può creare, una condizione che non esiste in natura e che è solo lo sbocco senza uscita di una serie di terapie».

Il padre di Eluana ha anche parlato del Festival di Sanremo spiegando di non avere «niente in contrario» rispetto alla canzone dedicata alla figlia, che Povia presenterà alla kermesse canora. «Povia non mi ha chiesto il permesso - ha spiegato -.- Però l’ho incontrato, è una persona simpatica e ho capito che la sua vena artistica andava nella direzione giusta». Quindi la canzone "La verità" dedicata a Eluana, «non mi dispiace e sarò contento se avrà successo. Ho lasciato che la sua vena artistica fosse libera».

La legge sul biotestamento, approvata dal Senato e ora in commissione alla Camera secondo lui «va completamente rivista» perché risente di «un autoritarismo da stato etico nell’imporre alimentazione e idratazione artificiali». «Naturalmente il governo ha i numeri per fare approvare questa legge , ma dovranno fare i conti con un’opinione pubblica ben formata che sarà la vera corte suprema di questa norma». E ha aggiunto:  «Mi chiedo se c’è qualcuno che ha il diritto di portare una persona in uno stato che non esiste in natura e che non ha alcuno sbocco. Per quanto mi riguarda non si sognino di tenermi in vita con l’alimentazione artificiale».

Papà Englaro ribadisce poi che di fronte allo stato vegetativo che è toccato di vivere a Eluana per 17 anni «mia figlia avrebbe detto no grazie, rifiutando tutta l’offerta terapeutica, sempre di prima qualità, che le è stata data». «Eluana era un purosangue della libertà - ha ribadito papà Englaro - aveva molto chiaro ciò che voleva e un anno prima dell’incidente aveva visitato un amico in queste condizioni ed era terrorizzata dal finire in quel modo».

ULTIMI ARTICOLI
PUBBLICITA'
LASTAMPA LIBRERIA
+ Vai a LaStampa Libreria
SPAZIO DEL LETTORE
BLOG LETTORI  tutti i blog

Anno nero il 2009
Jambo Africa

Lui non sa ascoltare
Amanda, Love and the city

ANGOLO DEI GIORNALISTI

Diritto di cronaca

Flavia Amabile
Calpesta la guerra

San Pietro e dintorni

Marco Tosatti
Il Papa a Torino: il program...

Diario politico

Marco Castelnuovo
Il Pdl fuori e i rischi per ...
PUBBLICITA'
Fai di LaStampa la tua homepage P.I.00486620016 Copyright 2010 Per la pubblicità Scrivi alla redazione Gerenza Dati societari Aiuto