6/10/2008 (13:4)
- IL CASO
I vescovi: il libro del Papa su Gesù contro "Il Codice Da Vinci"
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| Dan Brown firma alcune copie della sua opera |
Il cardinale relatore Marc Ouellet:
dopo la confusione creata dall'opera
di Dan Brown, il libro di Benedetto
XVI "Gesù di Nazareth" ristabilisce
il valore storico dei Vangeli
CITTA' DEL VATICANO
Il "Codice Da Vinci" approda al sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. Il controverso romanzo di Dan Brown ha creato una «confusione» che va dissipata, secondo il cardinale relatore generale Marc Ouellet. Il porporato ha citato il libro del Papa "Gesù di Nazareth" per sottolineare come esso abbia «ristabilito il valore storico dei Vangeli». «Va da sé - ha proseguito l’arcivescovo di Québec in riferimento al "Codice Da Vinci" - che un’opera simile aiuta a dissipare la confusione propagata da alcuni fenomeni mediatici e a rilanciare il dialogo della Chiesa con la cultura contemporanea».
Il card. Ouellet ha affrontato, più in generale, il tema dei vari metodi esegetici della Bibbia. Ci sono «correnti esegetiche», ha detto, che «hanno messo in discussione il valore storico dei Vangeli, minando così la credibilità del testo». In questo contesto, ha proseguito, «la pubblicazione del libro "Gesù di Nazaret" di Papa Benedetto XVI rappresenta un grande evento che libera l’accesso alla figura autentica di Gesù. Esso mostra che l’identià divina di Gesù, storicamente atesta dai Vangeli, emerge dai testi stessi e dalla testimonianza coerente credibile del Nuovo Testamento».
Il card Ouellet ha poi concentrato la propria attenzione sul cosiddetto metodo "storico-critico", caldeggiato da biblisti come il card. Carlo Maria Martini e accolto con riserva da altri teologi e dallo stesso Papa. «Certo - ha detto Ouellet - l’esegesi storico-critica si completa sempre di più con altri metodi, alcuni dei quali si riannodano alla tradizione e alla storia dell’esegesi. In genere, però, dopo molti decenni di concentrazione sulle meditazioni umane della Scrittura, non è forse necessario ritrovare la profondità divina del testo ispirato, senza perdere le preziose acquisizioni delle nuove metodologie?».