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23/7/2008 (13:48) - DOSSIER ILLECITI
Tronchetti: Tavaroli non riferiva a me
Tavaroli, principale indagato nella vicenda dei dossier
L'ex numero uno di Telecom ai pm:
"In azienda succedevano cose strane"
MILANO
«Le linee erano sempre...Prima dipendeva dal dottor Castagna: quando il dottor Castagna ha lasciato l’incarico, il signor Tavaroli ha iniziato a dipendere direttamente dal dottor Buora; non è mai stato un mio riporto diretto». Lo ha dichiarato il 27 giugno scorso al pm Fabio Napoleone l’ex presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera, sentito come testimone nell’inchiesta sui dossier illegali. Tronchetti fa riferimento ai tempi in cui Tavaroli lavorava alla Pirelli.

«Vi era comunque un riporto in casi imprevisti, per casi particolari?» chiede il pm e Tronchetti risponde: «Solo se vi era un...in casi specifici, se era una cosa di importanza generale dell’azienda che mi riguardava direttamente come presidente della società, il signor Tavaroli si rivolgeva direttamente a me; generalmente con il dottor Buora, poi in seguito con...prima con il dottor Buora e il dottor Lamacchia e in seguito con il dottor Buora e l’avvocato Chiappetta». Tavaroli, racconta l'ex numero uno Telecom, fu preso perchè nella società accadevano «cose strane» e in lui «c’era fiducia».

«La decisione di affidare in Telecom la direzione della security a Tavaroli è una decisione sua?» chiede il pm. «È una decisione nostra - risponde Tronchetti - nel senso che la riflessione fu questa: coi pasticci che ci sono stati dentro Telecom, visto che Gallo Modena lascia, abbiamo una persona che per fortuna viene da un mondo diverso, dall’esterno, quindi portando Tavaroli non abbiamo il rischio che ci siano commistioni con un passato poco chiaro, perchè questa era l’epoca, quello su cui noi avevamo visibilità, che in Telecom succedevano cose strane, erano successe cose strane».

Tronchetti riferisce poi che «Tavaroli in Pirelli aveva, a detta di tutti, fatto bene, si era occupato delle affiliate estere quindi non aveva, diciamo, un trascorso di rapporti con ambienti (...) che potessero rappresentare fonte di inquinamento, di confusione tra quello che era il ruolo di una struttura aziendale e vicende che non riguardavano l’azienda. Quindi c’era fiducia in Tavaroli».

«Quello di cui mi sono convinto ex post- continua Tronchetti è che lui (Giuliano Tavaroli, ndr) mi ha usato molto». Per l’ex presidente di Telecom molti degli appuntamenti organizzati, in particolare con personalità politiche, da Tavaroli, servivano a quest’ultimo per accreditare se stesso. «Queste cose che lui faceva -afferma a verbale Marco Tronchetti Provera- cioè il pranzo con D’Alema piuttosto che questa cosa (un incontro, ndr) con Brancher-Bossi erano dei metodi suoi per accreditare se stesso. Questa è la mia visione di oggi, perchè erano tutte cose che potevo fare con la mia segretaria e nessuno avrebbe rifiutato di incontrarmi. Come presidente di Pirelli e presidente di Telecom -sottolinea ancora Tronchetti Provera- se chiamavo Bossi lo incontravo, non era questo il tema».
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