BERLINO
Diciamoci la verità: si mente sempre. Nel dubbio se prendere per vera la prima o la seconda delle due frasi, si legga il libercolo del trentacinquenne Adam Soboczynski che con L’arte di non dire la verità (Feltrinelli, pp. 204, euro 14) insegna a muoversi con destrezza in un paradosso creato da tutte le relazioni sociali, sentimentali, professionali. «Siamo sinceri», è la raccomandazione, o pia illusione, di chi, se va bene, riesce con successo a far credere di esserlo. Si chiama arte della...
Nell’ultimo giorno della sua vita, il 12 maggio 1933, Gyula Krúdy dovette anche subire le rampogne di un funzionario dell’energia elettrica perché gli mancavano i soldi per pagare le bollette. Si coricò nel letto e non si risvegliò più, abbandonato dal cuore. Fo...
Allegria! A gennaio le vendite dei libri sono calate del 7%, il commercio al dettaglio nel suo insieme del 3,4%. Le spiegazioni che si danno i giornali specializzati in editoria inteneriscono parecchio: il tempo era brutto, c'era un giorno feriale in meno rispetto al 2009 … Come se il meteo valesse solo per le librerie. Come se le ragioni della débâcle non fossero ben note, ancorché inarginabili.
Altro che mimose: quest’anno l’8 marzo italiano vuol dire Carla Lonzi. Non solo una protagonista nei ’70, gli anni d’oro del femminismo, cui ha dato quell’arma cruciale che è stata (ed è, guardate il web) la pratica dell’«autocoscienza». Non solo autrice di quel Manifesto di Rivolta femminile che mantiene tuttora in nuce tutti gli argomenti d’analisi del femminismo. Golosa della vita, libera (purtroppo per troppo pochi ...
I muri cittadini grondano di scritte d’ogni colore. Per lo più non sono opera di «graffitari» (o writers, come li chiamano internazionalmente, con anglismo che da noi si comincia a usare intorno al 1993), i quali hanno una qualche intenzione d’arte. Sono colatura di vernice che non si «esprime» a parole, ma soltanto imbratta, e basta. Certamente, esprime un disagio, una protesta: la scritta si fa sul muro in quanto luogo istituzionalmente vietato, come ...
Saltellava l’indice sulla tastiera, prima una Lettera 32, poi il pc: pensava e scriveva fulmineo. Nasceva così questa sua rubrica, dal maggio 1996 a sabato scorso.
Ogni giovedì, un giro in redazione: «Cosa c’è di nuovo, cosa avete visto?», un rapido ping pong e poi via, al suo tavolo, al riparo nel suo castello di carte, con bastioni e pinnacoli mirabolanti alla Gaudí. Pochi minuti ed ecco il «fulmine». Il suo sguardo...
Realizzata dall’istituto Demoskopea di Milano, analizzando i dati delle copie vendute ogni settimana, raccolti presso un campione di librerie rappresentativo del territorio nazionale.