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Rock e dintorni
di Gabriele Ferraris
La Pfm morde sul collo col musical vampiresco
 
04 novembre 2005
 
Corsi e ricorsi della storia. Anche musicale. Dopo trent’anni, giungono segnali di ripresa per un genere - direi meglio, una «concezione» - che pareva tramontato, sepolto sotto l’onda d’urto melmosa del dischetto usa e getta, del singolo di pronto consumo. Vi sto parlando del «concept album», o del disco-musical: prodromo, magari se non necessariamente, di un vero e proprio allestimento scenico. Vi ho parlato di recente del «Pifferaio magico» di Bennato; ed ecco che mi arriva l’ultima fatica della Pfm, un musical dedicato a Dracula.

Franz e soci hanno lavorato bene: e il risultato, grazie anche ai testi di Vincenzo Incenzo, fa pensare ai classici di un certo filone del rock Anni Settanta, da «Jesus Christ Superstar» e «Tommy» in giù. D’altra parte, chi se non la gloriosa Pfm poteva ritrovare, senza dare l’impressione di un recupero archeologico, la strada perduta della rock-opera?

Il bello è che la Premiata Forneria Marconi - come preferiamo chiamarla noi, vecchi ragazzi - non è un vecchio arnese da revival, bensì una realtà viva: capace di raccogliere successi in tutto il mondo, e di spaccare in Italia per un’estate intera con un tour dedicato a Fabrizio De André. Riempiendo, cosa che non è da tutti, di ‘sti tempi. Ora, dato che la Pfm suona ancora oggi quell’immaginifico, debordante, rissoso progressive rock all’italiana che aveva inaugurato con «Storia di un minuto», agli albori dei Settanta, non possiamo certo gridare alla rivelazione; e - onestamente - pur con tutte le migliorie e le modernizzazioni del caso, non è che «Dracula» riveli suoni inauditi (nel senso di mai ascoltati). Tutt’altro. Ne consegue una facile (e consolante, per la Pfm) constatazione: non è la Pfm ad aver inseguito le mode; è la moda che sta tornando sulle posizioni della Pfm. La cosa non può rallegrare chi vorrebbe un’evoluzione, per una musica che oggi appare purtroppo incapace di trovare soluzioni nuove: ma a me va bene se la rivoluzione comincia la settimana prossima. Intanto, mi sento «Dracula», un po’ mi commuovo rimembrando al passato, e ringrazio il cielo che ancora ci dà qualche buon disco, ogni tanto.
 
 

Pfm
Dracula
SONY/BMG, s.i.p.

 
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