| DIARIO DI LETTURA |
La
vita campestre
di Andrea De Carlo |
| MIRELLA SERRI |
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| Per essere bello è bello. Riccioluto
pure. E poi la bellezza la insegue da sempre, a modo suo,
s'intende: da snob che mette in pratica il bon ton
morettiano: «Mi si nota di più se vengo e
mi metto in un angolo oppure se non vengo per niente?».
Lo scrittore Andrea De Carlo, di cui è appena uscita
la quindicesima fatica letteraria, Durante (Bompiani),
a vernissage e salottiere abbuffate mondane preferisce
la minestra d'orzo e il buen retiro in pietra a dieci
chilometri da Urbino, in aperta campagna, tra dirupi e
colline. Pedigree intellettuale di tutto rispetto
- dal padre, il noto architetto Giancarlo, agli amici
di famiglia gran letterati, Italo Calvino ed Elio Vittorini
-, lo scrittore giramondo sente molto anche l'appeal del
viaggio e della trasferta. |
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Andrea De Carloa "E' bello stare nel
motel con Lolita"
DOSSIER Fiera
del libro |
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